chiesasolo cose belle

La contessa che fece santo Bartolo Longo: la storia mai raccontata di Marianna De Fusco

Il prossimo ottobre Bartolo Longo sarà proclamato santo. Però, pochi, sanno che lui era sposato con la contessa Marianna Farnararo de Fusco, Cofondatrice del santuario di Pompei e di tutte le opere legate ad esso. Di questo ne parla Attilio Pepe nel suo libro “Una Vita da Santa”.

Ho incontrato Attilio per parlare del libro e soprattutto della contessa.

Allora, Attilio, per i nostri amici che non conoscono la contessa, ci potresti riassumere brevemente la sua vita?

Riassumere la grandiosa esistenza di Marianna de Fusco non è facile…La contessa Marianna Farnararo – de Fusco nacque a Monopoli, Bari, il 13 dicembre 1836. A 9 anni rimase orfana del papà e nel 1850 sua madre, Rosa Martinelli, decise di trasferirsi a Napoli presso alcune sorelle e con lei portò Marianna e il fratello più piccolo Francesco. Abitarono nel palazzo Volpicelli a port’Alba, dove Marianna conobbe la quindicenne Caterina Volpicelli e con la quale instaurò subito una grande amicizia. Ad appena sedici anni andò in sposa al conte Albenzio de Fusco, di Lettere, che aveva 28 anni. Fu uno dei tanti matrimoni combinati di quell’epoca. Ebbero 5 figli, ma il conte Albenzio morì a 40 anni rimanendo sola Marianna con 5 figli da crescere e una vastità di beni a Valle di Pompei da amministrare. Furono periodi di particolare difficoltà per Marianna, perché non aveva le capacità di amministrare i suoi possedimenti, ed infatti andò incontro a ristrettezze economiche.

Il matrimonio tra Bartolo Longo e la contessa de Fusco fu solo formale, in funzione alla grande opera che stava nascendo. Pur tuttavia ciò che colpisce sono le loro personalità. Quasi opposte tra di loro.
La contessa molto praticae ferma. Invece Bartolo Longo più dolce e generoso. In termini moderni potremmo tranquillamente chiamarli due soci.

La contessa Marianna e Bartolo Longo si sposarono il primo aprile del 1885, su consiglio di Papa Leone XIII, che peraltro fu uno loro grande ammiratore e forte sostenitore del grande progetto di fede e di carità che l’avvocato e la contessa stavano concretizzando a Valle di Pompei. Il matrimonio, che fu quasi segreto, fu la soluzione per mettere a tacere le troppe maldicenze sulla loro unione e sul loro operato. Certamente erano caratterialmente diversi, Bartolo Longo era pacato, lungo nelle decisioni e sempre in cerca di consigli. Diversamente la contessa Marianna era una donna forte, decisa, intraprendente. Nella grandiosa opera che stava nascendo a Pompei, Dio li volle uniti nell’unico intento di fare del bene. Il loro impegno fu complementare, pur avendo ruoli completamenti diversi, perseguirono un unico obiettivo che era quello di concretizzare quel disegno divino che doveva realizzarsi sulle ceneri della Pompei pagana. In effetti furono proprio come due soci, anche se però bisogna dire che la contessa Marianna si è spogliata di tutto quanto possedeva a favore dell’edificazione del Tempio del Rosario, delle opere caritatevoli e di tutto ciò che ne è conseguito. Rimase praticamente senza più nulla!

La contessa De Fusco è chiaramente una santa. Eppure, poco conosciuta. Come si spiega?

La contessa Marianna è poco conosciuta semplicemente perché già nell’epoca in cui è vissuta è stata vittima di una cultura maschilista e limitata. Poi è stata relegata nell’ombra fin da quando negli anni dopo la loro morte si avviò la causa di Beatificazione solo per Bartolo Longo. Purtroppo oggi la maggior parte, o quasi tutti, i pellegrini che ogni giorno giungono al Santuario di Pompei, non conoscono dell’esistenza della contessa Marianna, che peraltro è stata l’ispiratrice, la promotrice e la finanziatrice di quel grande progetto di Fede e carità conosciuto dal cattolicesimo universale. E questo è stato uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere la biografia di questa nobile figura. L’obiettivo del libro “Una vita da santa” è proprio quello di contribuire ad allargare la conoscenza di questa donna straordinaria, che tanto ha donato alla chiesa e agli ultimi, lasciando una testimonianza luminosa di carità evangelica, accanto a San Bartolo Longo, e di mettere in chiara luce il suo fondamentale impegno nell’edificazione del Santuario, delle opere di carità e della nuova città di Pompei.

Spesso passa l’idea di una donna austera, intransigente. A me colpisce proprio il contrario. Cioè, nonostante, avesse dei figli naturali ha fatto da madre a tanti orfani come se fossero suoi.

La contessa Marianna è stata una donna che ha sofferto tantissimo. Nonostante i periodi di grande sofferenza, ed io aggiungo anche di grande patimento, ha sempre aperto il suo grande cuore verso tutti coloro che incontrava sul suo cammino. E’ stata una grande mamma, proprio perché ha amato smisuratamente tutti quei bambini e bambine che provenivano dai più diversi contesti sociali e familiari di particolare disagio.

La canonizzazione del Beato Bartolo Longo, il prossimo 19 ottobre, si riflette in qualche modo sulla vita della sua consorte Marianna?

La Santità di Bartolo Longo va concepita al duale. E’ la vita di Marianna che in qualche modo fa santo Bartolo Longo. Proprio in questi ultimi tempi l’Arcivescovo di Pompei ha avviato gli studi che accertino l’eroicità della virtù della vita di Marianna Farnararo – de Fusco perché probabilmente sono maturi i tempi per una possibile santità. Questo ci riempie il cuore di grande gioia perché finalmente si è aperta quella strada, qual tanto desiderato cammino che, di riflesso alla santità di Bartolo Longo, porterà inevitabilmente anche la contessa Marianna de Fusco, che ha già vissuto una vita da santa, agli onori degli Altari.

Grazie Attilio per questo straordinario lavoro di approfondimento, sulle origini storiche del santuario di Pompei.

Grazie a voi per aver dato attenzione a questa mia opera che è frutto di un lungo e appassionato lavoro di studio e riflessione. Un atto di giustizia ad una insigne benefattrice.

Alessandra Di Laora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *