Io, abruzzese cosmopolita: perché Melozzi ha trasformato la nostra anima in musica
Perché ammiro il maestro Enrico Melozzi?
L’Abruzzo è una regione bellissima, un’isola glaciale, dove il mare e la montagna quasi si toccano, l’aria è pulita e la gente è forte e gentile. Gli abruzzesi? Un popolo schietto, buono, accogliente, resistente e resiliente, testardi più del Gran Sasso, ma alle volte con una bassa autostima e un campanilismo impressionante (In un mondo cosmopolita, multietnico e multireligioso, noi stiamo ancora a dire: “Io sono di Chieti, Io sono di Pescara, Io sono di Teramo, Io sono de L’Aquila etc.
Ogni città e paese è in conflitto con il vicino per motivi assurdi e pregiudizi culturali). Io mi definisco un abruzzese cosmopolita, perché amo profondamente ogni angolo del mio Abruzzo. Ammiro l’amico e il maestro Melozzi perché è stato capace di creare un evento straordinario, usando la musica che è un linguaggio universale e può parlare tutte le lingue, ma anche tutti i nostri dialetti.
La musica è armonia e unità, non divisione tra le persone o rumore di critiche e pettegolezzi. La musica è poesia, non cafoneria o grettezza. La musica è allegria e bellezza, non tristezza e bruttezza. La musica è silenzio e preghiera, non fracasso e bestemmie. La musica apre le arterie del cuore e fa volare l’anima al cielo.
La Notte dei Serpenti è stato un momento di paradiso. La Notte dei Serpenti è un riscatto per questa terra che per troppi anni si è fatta rubare i vitigni dalle altre regioni, le idee dagli stranieri e i nostri geni della regione hanno avuto successo quasi tutti fuori. La Notte dei Serpenti è la risposta concreta allo spopolamento, perché se tu conosci, ami, rimani qui. La Notte dei Serpenti è la riscoperta delle tradizioni popolari che si stanno perdendo ovunque.
La Notte dei Serpenti, con la musica popolare “poppizzata”, è un dialogo intergenerazionale che si è perso nelle famiglie e nella società odierna. La Notte dei Serpenti è far conoscere la nostra Bellezza a tutto il mondo.
Chi vale nella vita non ha bisogno di dimostrazioni. Sia il maestro Melozzi che l’Abruzzo valgono e i fatti lo dimostrano.
fra Emiliano Antenucci


