Un grido, un fiore, un morso: il capolavoro di Caravaggio che svela l’ambiguità del desiderio
Questo capolavoro è di Caravaggio.
S’intitola Ragazzo morso da un ramarro.
Ecco cinque cose da sapere:
IL MORSO: il quadro raffigura il morso del dito di un ragazzo da parte di un ramarro, sbucato dalla natura morta in cui era nascosto. La reazione è così credibile, lo spavento così realistico che un critico disse: Parea quella testa veramente stridere!
IL RAGAZZO: effeminato, ha una rosa bianca fresca tra i capelli, simbolo di vita e giovinezza, la spalla destra sensualmente scoperta, rappresenta la seduzione, l’ambiguità erotica, il piacere.
LA ROSA APPASSITA: sopra il vaso, in contrapposizione a quella nei capelli, c’è un’altra una rosa bianca, stavolta quasi del tutto appassita, simbolo quindi di vecchiaia e di morte. Un “memento mori” velato e nascosto.
I SIMBOLI DELL’AMORE: il quadro è pieno di altri simboli amorosi: le ciliegie, simbolo di sessualità, il gelsomino simbolo di desiderio. Tutti gli elementi sono illuminati da una luce caravaggesca, proveniente da sinistra, rendendo l’allegoria più realistica.
IL RAMARRO: nel grande piacere si nasconde un grande dolore. Il ramarro rappresenta l’amore che può improvvisamente mutare e portare tanto dolore e sofferenza. E spesso non riusciamo a capire quello che accade sotto i nostri occhi.
Il quadro ci parla chiaro.
Bisogna sempre fare attenzione nella vita. Basta un nonnulla per capovolgere ogni situazione. Basta un niente per trasformare una cosa bella in dolore. Rischiando di perderla per sempre.


