Lo sto facendo accadere
Questa foto è un frammento potentissimo di destino in azione.
In primo piano c’è un ragazzino con lo sguardo pieno di sogni: Carlos Alcaraz, 13 o 14 anni al massimo. Sul campo, ignaro di tutto, si allena Novak Djokovic, già nel pieno della sua grandezza, con una decina di Slam in bacheca e un’intenzione chiara scolpita nella mente fin da bambino: diventare il numero 1.
Carlos osserva. Assorbe. Ma probabilmente in quell’istante non sta solo ammirando: sta visualizzando. Sta dicendo a se stesso, in silenzio: “Un giorno sarò io lì. Un giorno toccherà a me.”
È così che succede. Prima nella testa. Poi nel cuore. Poi nella realtà.
Djokovic sognava i trofei da ragazzino mentre colpiva una pallina contro un muro bombardato a Belgrado. E sapete cosa faceva?
Si costruiva da solo i trofei di cartone di Wimbledon.
Li stringeva come fossero veri.
E oggi quel trofeo lo ha alzato sette volte.
Alcaraz era lì, in tribuna. Novak non sapeva nemmeno chi fosse. Ma quel ragazzino lo stava già usando come specchio, come ispirazione.
Non diceva “spero di farcela”, ma “lo sto facendo accadere”.
E questo è il messaggio.
Lasciate stare la speranza. Abbracciate l’intenzione con tutti voi stessi.
Cambiate da “Spero che succeda” a “Lo sto facendo accadere”.
Affrontate ogni giorno con intenzione, come se quello che desiderate stesse già prendendo forma.
La realtà, a quel punto, non potrà far altro che inseguirvi e concretizzarsi.


