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Ogni giorno un fiore per te: ecco la storia di Ciccillo

Lui è Francesco, per tutti “Ciccillo”.

A Cerignola, in provincia di Foggia, è conosciuto da tutti. Ma non per fama, potere o ricchezza. È conosciuto per amore. Per un amore che ha saputo sopravvivere al tempo, al distacco, alla solitudine.

Ogni mattina si sveglia con un rituale preciso, come se avesse ancora un appuntamento d’amore. Si fa la barba, si veste con cura, si spruzza un po’ della sua acqua di colonia preferita. Poi prende un fiore e va.

Non va in un bar o in piazza. Va al cimitero.

Si siede davanti alla tomba di sua moglie, in silenzio. A volte le parla sottovoce, come se lei potesse ancora rispondergli. A volte rimane lì immobile, come se bastasse la sua presenza a dirle tutto.

Non piange, non si lamenta. Sta.

Con quella dignità che solo chi ha amato davvero conserva anche nel dolore.

E poi, come ogni giorno, la saluta con le stesse parole: “Ci vediamo domani.”

C’è qualcosa di sacro in quel gesto. Qualcosa che non si impara e non si dimentica.

Ciccillo non ha smesso di amare. Nonostante tutto. O forse proprio per tutto.

Questa è una storia di qualche anno fa, ma è eterna.

Eterna come le promesse fatte col cuore.

Eterna come quel tipo di amore che non chiede, non pretende, non muore.

Ho sempre pensato che una volta che un uomo sopravvive al dolore di perdere qualcuno che amava più di ogni altra cosa…

può sopravvivere a tutto il resto.

E Ciccillo ne è la prova.

📸 Paolo Amato

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