L’Alfabeto del nostro amore
Oggi io e Daniele festeggiamo 20 anni di matrimonio. Venti tante quante le lettere
dell’alfabeto ( meno una).
Pensando a un modo originale di celebrare l’evento, l’ennesima notte insonne mi ha
ispirato l’alfabeto del matrimonio.
1) A come amore. Vabbè questa era facile, si presume che tutto parta da qui. Ma che
significa amore? La miglior definizione di amore che ho letto è questa :” Se ti piace
un fiore lo raccogli, se lo ami lo innaffi.”
2) B, bellezza, la bellezza di andare a dormire la sera con lui che mi abbraccia come
se fossi il suo peluche preferito.
3) C, la certezza che non devo preoccuparmi di quelle scadenze perché ci pensa lui e
lui non si deve preoccupare di quelle commissioni perché ci penso io. Non lo
abbiamo deciso a tavolino, è così e basta.
4) D, Dio. Il punto di riferimento, il faro sicuro che guida i nostri passi e illumina la
nostra vita.
5) E come entourage. Tutti gli amici, i parenti, i conoscenti, i colleghi che incrociano
le nostre vite. Guardatevi il film Casomai e capirete cosa intendo.
6) F, la fortuna. Di quella ne abbiamo avuta poca, ma com’è che si dice? Sfortunati al
gioco, fortunati un amore. Precisamente.
7) G, come Gigia, il diminutivo di Angelica, nostra figlia, uno splendore di ragazza,
nonostante i genitori che le sono toccati in sorte.
8) H, hunger game. Guardando le tante, troppe coppie intorno a noi che si lasciano mi
sento come in una puntata di Giochi senza frontiere in cui si devono affrontare
prove su prove e ogni tanto una squadra molla. Noi stiamo puntando dritti alla meta.
Come diceva il capo missione di Apollo 13 :” Il fallimento non è contemplato.”
9) I: l’isola mentale in cui ci rifugiamo quando la vita ci travolge. Ma poi dopo qualche
giorno succede sempre che ci cerchiamo e finisce sempre allo stesso modo (non
stiamo ad approfondire il modo).
10) L come litigate. Quante ne abbiamo fatte! Ma comunque ho sempre ragione io, c’è
scritto anche negli articoli del codice che il sacerdote ci ha letto alla firma dei
documenti del matrimonio.
11) M come marito e come moglie. Non c’è nient’altro da aggiungere.
12) N, la noia. E vabbè, non penserete mica che dopo 20 anni sia ancora sempre “
Maracaibo, mare forza 9, cha cha!”??
13) O come oste. Perché a volte per uscire da qualche impiccio è sufficiente un
bicchiere di vino o uno shottino di amaro.
14) P, i progetti. Vuoi far ridere Dio? raccontagli i tuoi progetti. Vale anche per i progetti
di coppia.
15) Q, quando a turno uno dei due pensa: “Ma chi me lo ha fatto fare di sposare sto
soggetto?” ma entrambi lo sappiamo bene che lo rifaremmo altre 100 volte. ( Vabbè
facciamo 90).
16) R, come romanticismo. Qui non vi possiamo aiutare, i nostri ultimi afflati romantici
risalgono ai tempi del fidanzamento, ai gesti e alle parole sdolcinate preferiamo
un’ironia tagliente unita a una buona dose di sano cinismo.
17) S, la Speranza, quella che ci fa dire “ comunque vada, sarà un successo “
18) T la tenacia. Come canta Ligabue: “ lì, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n’hai stai
lì” (e, aggiungo io, anche quando non ce n’hai più).
19) U, come umiltà. L’umiltà di chiedere scusa, l’umiltà di perdonare, l’umiltà di fare un
passo indietro quando l’altro non cede o di fare il primo passo quando l’altro non
riesce a farlo.
20) V la volontà. Perché alla fine di tutto, quando finisce il sentimento e nello stomaco
non senti più le farfalle ma la gastrite, quello che tiene davvero insieme una coppia
è semplicemente la volontà di stare insieme. Nonostante tutto. Perché abbiamo
fatto una promessa davanti a Dio. E le promesse si mantengono.
Fuori concorso la Z come zzzz, il verso che sta facendo chi di voi si è addormentato
leggendo sto papiro.
Elena Giorgetti


