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Trasporto della Macchina di Santa Rosa: meraviglia, fede e tradizione

L’altra sera 3 settembre, per il secondo anno consecutivo , Dies Natalis, con la sua maestosa struttura barocca, ha condotto “Rosina”, la santa dei miracoli, da San Sisto fino alla salita del suo Monastero.

Questa è la meraviglia di Viterbo e della sua macchina imponente, che ogni anno viene trasportata da più di cento facchini con fede e amore.

Semo tutti d’ en sentimento!”, è il motto dei Viterbesi per questa giornata di festa religiosa e di tradizione.
E la rosa, simbolo d’eccellenza, profuma davvero di miracolo!

Stefania Di Pietro

Per chi non è di Viterbo e si sta chiedendo: “Che cos’è la Macchina di Santa Rosa?”

La Macchina di Santa Rosa è uno dei trasporti più spettacolari e emozionanti al mondo, un fiore all’occhiello del patrimonio UNESCO. Non è una macchina nel senso moderno del termine, ma un campanile luminoso che sfida la gravità.

Si tratta di un’imponente struttura (alta circa 30 metri e del peso di 5 tonnellate) illuminata da centinaia di fiaccole e luci elettriche, che viene portata a spalla da un coraggioso gruppo di oltre 100 “Facchini di Santa Rosa” lungo le strette e buie vie del centro storico di Viterbo.

La tradizione risale al 1258 per onorare il trasferimento delle spoglie della Santa Patrona, Santa Rosa, da una chiesa al monastero dove aveva vissuto. Ogni anno, la sera del 3 settembre, la città si ferma e trattiene il fiato per assistere a questo evento unico: un incredibile mix di fede, forza bruta, abilità tecnica e devozione popolare che si conclude con la pericolosa e spettacolare “salita”, l’ultima ripida curva prima di arrivare al punto di riposo.

È un rito che coinvolge profondamente tutta la cittadinanza, un’emozione collettiva che, come scrive Stefania, unisce tutti “d’en sentimento”.

Vai al sito del Comune di Viterbo

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