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Lei deve abortire”: il medico che quasi fermò la nascita di Giovanni Paolo II

“Signora, lei deve abortire”. Così un medico disse a una giovane donna polacca incinta. La signora era nientemeno che la mamma del futuro Papa Giovanni Paolo II. Proprio così, Giovanni Paolo II rischiò di non nascere. Siamo in Polonia, anno 1919. I coniugi Karol e Emilia Wojtyla erano in attesa del terzo figlio, dopo la morte di Olga, la secondogenita, avvenuta subito dopo il parto.

La mamma di Karol Wojtyla soffriva di insufficienza renale e di una malattia cardiaca congenita. La sua salute risultò molto precaria già con il primo figlio, Edmund, nato nel 1906, peggiorando con la seconda gravidanza.

Fino a giungere a quella di Karol Wojtyla, dove il medico fu chiaro: “Lei deve abortire, signora. Non ha alcuna alternativa, purtroppo. Rischiate di morire entrambi. Nelle sue condizioni, il suo bambino, per il quale vuole sacrificare la vita, morirà”.

I coniugi tornarono a casa affranti dall’esito medico, pensando anche a Edmund, il primo figlio, il quale era ancora piccolo e aveva bisogno di una madre. Tuttavia, per loro era inaccettabile uccidere il loro bambino. Quindi, in disaccordo con le insistenze di abortire del medico che l’aveva visitata, decisero di proseguire la gravidanza, sostenuti sempre dalla presenza del marito.

Fino al 18 maggio del 1920 venne alla luce Karol Józef Wojtyla, il futuro papa. La mamma visse altri 9 anni dalla nascita del figlio, morì il 13 aprile del 1929.

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