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Perle nella bisaccia/6 – Amministrare: dovere o piacere?

Ci impegniamo noi e non gli altri, diceva don Primo Mazzolari. Ci impegniamo anche se gli altri non fanno nulla. Ci impegniamo anche per coloro che sono nullafacenti.

Domenica scorsa abbiamo ascoltato la parabola dell’ amministratore disonesto, che è ammirato per la sua scaltrezza. In italiano significa “furbizia”. Ma rende poco. Significa ancora meglio “saggezza pratica”. I napoletani la chiamano “cazzimma“, autorevolezza del cuore, l’arte di sapersela cavare sempre e in ogni situazione.

Ecco chi è l’amministratore.
Uno che sa tenere conto di ciò che gli è affidato: trattasi dello studio per la promozione, di un gruppo Acr affidato o della propria relazione sentimentale.

Noi siamo amministratori di tanti doni che abbiamo ricevuto.
Ma come li amministriamo??

Per piacere?
Cioè con superficialità e con rassegnato scarso interesse?

Per dovere?
Ossia con paura e con perfezionismo esagerato?

Don Mazzolari continua: ci impegniamo non per cambiare subito il mondo ma innanzitutto per amarlo. Perché siamo perdutamente innamorati.

La primavera comincia col primo fiore.
La notte con la prima stella.
Il fiume con la prima goccia d’acqua.
L’amore col primo sogno.

Alla prossima Perla.
Don Dom

💛💙🧡

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