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Perle nella bisaccia/9 – Come stagno o come fiume?

C’è rimanere e rimanere.
C’è restare e restare.
C’è fedeltà e fedeltà.

Sono le stesse parole ripetute.
Ma con toni diversi.
Per essere più preciso:
chi resta fermo ad attendere il lavoro chiuso in casa non è come chi resta davanti alla scrivania di un sindacato ad attendere l’aiuto chiesto.
Chi rimane in chiesa pregare con la testa distratta non assomiglia affatto a chi rimane ore in silenzio con un cuore colmo di pace.

Eppure rimangono entrambi.

La differenza è tra l’esser fermi passivamente o in maniera attiva.

C’è fedeltà così passivamente vissuta da diventare inerzia e indolenza.
Come l’acqua dello stagno che puzza e diventa nido di mosche.
Invece la fedeltà del fiume è quella di una sorgente che resta lì dove si trova ma porta sempre acqua nuova.
È ferma eppure si muove.
Come la Terra.
Come il Sole.
Come l’intero universo.
Tutto ruota e si muove

Come l’amore
che è dinamico, generativo e fecondo.

Chi si ferma non è totalmente perduto.
Gesù va in cerca di chi è perduto.
Ma chi si ferma perde tempo.
Perde un tempo che non ritorna.
Ma Cristo va incontro proprio
a chi si è ritrovato stagno immobile
per agganciarlo alla Sua Fonte
di vita, di gioia e di felicità vera.

Alla prossima Perla.

💛💙🧡

Sac. Domenico Savio Pierro

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