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Rosari Svolazzanti e Grattacieli: Il Miracolo delle Sisters of Life a New York

Capita di trovarsi in un’estate caldissima a zonzo di New York, dietro i progetti di vita dei figli e di imparare così a conoscere la Grande Mela al di là degli stereotipi cinematografici, un po’ alla volta.  

Capita – un giorno in particolare – di essere dalle parti del centro Rockfeller e di vedere attraversare la strada da tre suore con la tonaca bianca e la cappa con lo scapolare blu, il lungo velo bianco svolazzante e il grande rosario che dondola attaccato alla cintura di cuoio.  

Allucinazioni dovute ai quaranta gradi con una percentuale irriferibile di umidità?

Tranquilla! – mi rassicura il venditore di hot dog ispanico all’incrocio tra la Quinta Avenue e la 52esima strada, a pochi passi dalla celebre installazione di Luis Vuitton, che intercetta la mia espressione sbalordita – vanno a Saint Patrick. Oggi ci sono le professioni delle Sisters of Life.

Le Sisters of Life. Le sorelle della vita. Chiamo Google in mio soccorso e scopro l’esistenza di questo ordine, nato nel 1991 per volontà del O’Connor per celebrare la sacralità della vita.

Scopro anche che suore sono presenti in sette stati degli Stati Uniti e hanno nove case a New York City tra cui una Hell’s Kitchen, “la cucina del diavolo”, il quartiere appena a Ovest di Broadway, dove si spengono le luci della ribalta e inizia la New York della “West Side Story”.

Decido di andare a trovarle, nei due grandi edifici di mattoncini rossi da un lato e dall’altro della strada, accanto alla grande chiesa.

Le Sisters of Life sono una congregazione nata di recente ma per molti aspetti molto tradizionale e ricordano un ordine monastico, a cominciare dall’abito lungo come ormai lo portano solo le claustrali, e per la scansione della giornata che prevede la sveglia alle 4.30, la recita della liturgia delle ore, l’Adorazione, la meditazione e sei ore di lavoro.

Qui però iniziano le differenze con la vita contemplativa: durante le ore di lavoro, le sorelle escono dalle lor case e si occupano di la sacralità e la dignità della vita, in ogni sua fase.

Dunque il solo primo servizio è assistere le donne in gravidanza per aiutarle e sostenerle nel loro percorso per diventare madri. Forniscono, oltre all’assistenza spirituale accoglienza – anche abitativa – sostegno materiale e, spesso, mediazione con le famiglie di origine che non accettano la gravidanza della ragazza. Hanno anche un bel gruppo di volontari, uomini, che avvicinano con spirito di fratelli i padri di questi bambini e cercano di parlare con loro e spiegare cos’è la paternità e che fuggire in Messico… non è un’idea.

Aiutano e sostengono anche le mamme con figli e le persone senza fissa dimora, con servizio docce e mensa – e fa sorridere che la cucina che sforna questi pasti sia proprio … a Hell’s Kitchen –, cercano di fornire assistenza sanitaria gratuita per chi non ha assicurazione e li orientano nel percorso per riprendere in mano la propria vita, indirizzandoli ai centri di disintossicazione o nella ricerca di un lavoro.

Non manca poi l’aiuto alle persone con patologie gravi e incurabili, per dare sostegno spirituale e aiutarle a scegliere un percorso di fine vita che sia dignitoso e rispettoso, etico e empatico e che non li faccia sentire al termine di un viaggio ma all’inizio di un altro, non pesi di cui liberarsi ma compimento di una speranza.

Sostengono infine tutte quelle donne e ragazze che per i motivi più disparati sono ricorse all’aborto volontario, anche anni prima, e ancora ne soffrono e ai parenti di chi si è tolto la vita cercando di trovare un senso al loro cupo dolore.

La congregazione è fiorente di vocazioni non solo dagli Stati Uniti – dove per una ragazza seguire la vocazione religiosa è doppiamente difficile perché è probabile che la famiglia abbia un debito per il prestito universitario da ripagare -ma da tutto il mondo proprio per la particolarità del carisma.

Insomma una realtà giovane, attiva, in crescita costante. Una realtà che non ha paura di dire quello che pensa e proprio per questo è amata e rispettata anche dalla multietnica New York che è accorsa a riempire la cattedrale di Saint Patrick per festeggiare le nuove professioni.

E niente, nell’estate caldissima di New York, ho avuto il miraggio di una casa delle Sister of Life anche nella nostra Italia, con la stessa accoglienza di New York…

Michelangela Barba

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