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L’arte di lasciar andare

Un gesto semplice solo in apparenza, ma in realtà una delle forme più alte di saggezza interiore, molto cara alla filosofia stoica.

Epitteto ripeteva che la nostra libertà nasce dal distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non lo farà mai. E quante volte, invece, ci incaponiamo proprio su ciò che non controlliamo? Persone, esiti, passato, aspettative. Tratteniamo tutto, come se la forza fosse nell’aggrapparsi. Ma la forza, quella vera, è nel lasciare andare ciò che non ci appartiene più.

Marco Aurelio lo diceva con una serenità disarmante: “Accetta ciò che la vita ti porta e ama ciò che il destino ti dona.”

Non in modo fatalista, ma lucido: perché continuare a trattenere ciò che è già andato è un modo sottile per smettere di vivere il presente.

A volte restiamo attaccati per paura di cadere.

Ma è proprio quel trattenere a farci affondare.

La serenità arriva quando la mano si apre, quando smetti di lottare contro il flusso e cominci a seguirlo. Nel lasciar andare non c’è rinuncia, c’è armonia con ciò che è.

Gli Stoici lo sapevano: nessuno può trascinare giù un animo che ha accettato la realtà e ha imparato a lasciar fluire il resto.

E allora sì, l’arte di lasciare andare è un atto filosofico, spirituale, profondamente umano.

E se vuoi davvero praticarla, inizia da qui:

• Lascia andare ciò che non puoi controllare.

• Lascia andare chi non sceglie di restare.

• Lascia andare le storie che hai già vissuto fino in fondo.

• Lascia andare le paure che ti immobilizzano.

• Lascia andare la colpa di essere cambiato.

Perché tutto ciò che lasci andare libera lo spazio di ciò che stavi aspettando da una vita.

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