Dichiara il tuo amore…. finché il caffè è caldo
Qualche giorno fa ho letto una frase di Paul McCartney pronunciata durante un’intervista che mi ha colpito come poche altre:
“Uno dei peggiori rimpianti della mia vita è non aver mai detto a John Lennon: ti voglio bene.”
Mi ha fatto pensare subito alla metafora del caffè lasciato sul tavolo. Lo guardi convinto che sia ancora caldo e invece si è raffreddato mentre tu eri altrove.
Così succede anche con le persone.
Con le parole che rimandiamo.
Con gli affetti che crediamo possano aspettare.
Paul racconta che lui e John avevano 16, 17 anni. Ragazzi di Liverpool incapaci di dire le cose più semplici. E oggi Paul lo ammette con una sincerità disarmante: non ce l’ho fatta.
E quel non detto gli pesa ancora.
Ed è incredibile pensarlo: suonavi con John Lennon, non con un Mario Rossi qualunque.
Condividevi il mondo con un genio assoluto.
Eppure non trovavi il coraggio di dirgli ti voglio bene. Succede. A tutti. Soprattutto quando pensiamo che ci sarà sempre tempo.
E poi quella frase che racconta tutto:
“Eravamo quattro contro il mondo.”
Quattro ragazzi travolti dal caos, dalla fama, dalla vita. E solo loro sapevano davvero cosa fosse quel legame.
E allora succede sempre così.
Se lasci lì una persona, si raffredda anche lei.
Se lasci lì una parola, a volte non torna più.
Forse il punto è semplice: non aspettare.
Non lasciare che il calore si perda.
Non lasciare raffreddare ciò che conta.
Diciamole adesso, le cose importanti.
Finché il caffè è caldo.


