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La forma più alta di libertà: scegliere come attraversare il ciclone Harry

Domenica avevo parlato della necessità di uscire ogni tanto dalla zona di comfort. E per ironia della sorte, la mia uscita più radicale da un po’ di tempo a questa parte è stata restare barricato in casa per il ciclone Harry.

Stare chiuso da domenica sera, monitorando il livello dell’acqua che saliva, lo stato delle piante, verificando costantemente che tutto fosse al sicuro, ascoltando il rumore continuo del vento che provava a spazzare via tutto, gestendo nuove infiltrazioni dal tetto. È stato l’allenamento più stoico che potessi ricevere. E, senza retorica, ne sono quasi grato.

Perché questo ciclone non è stato semplice maltempo. Vi assicuro che ha messo e sta mettendo tuttora la Sicilia in ginocchio, con danni lungo tutta la costa orientale ed alcuni comuni evacuati.
È stato un promemoria netto: noi non governiamo quasi nulla. Possiamo solo scegliere come stare dentro ciò che accade.

Da oltre 48 ore sono dentro una situazione completamente fuori dal mio controllo. Ed è lì che succede qualcosa di raro. Quando smetti di opporre resistenza inutile, quando accetti il limite, capisci che molte delle cose che chiamiamo “importanti” in fondo non lo sono.

Da oltre 48 ore osservo la mia palma alta oltre dieci metri che si piega ma non si spezza, e mentre la osservavo ho ricevuto un’illuminazione silenziosa: conta solo ciò che dipende da te. La tua lucidità. La tua calma. La tua capacità di restare in piedi mentre tutto vuole portarti via.

Le ultime ore sono state le più dure.
Il ciclone ha raggiunto il picco della sua potenza e caratteristiche da tempesta tropicale proprio oggi pomeriggio. E visto che corro, queste ultime ore mi sono sembrate come gli ultimi chilometri di una maratona: quando il corpo è stanco, ma la mente ha già deciso che arriverai in fondo. Sono esausto proprio come dopo la fine di una gara.

Vivo in campagna, il mio terreno è completamente allagato e saturo d’acqua. Le preoccupazioni ci sono. Ma insieme a loro c’è una strana serenità. Quella che nasce quando smetti di combattere ciò che non puoi cambiare e inizi semplicemente a resistere con i mezzi che hai.

Il vento è ancora forte ma domani finirà.
La pioggia si fermerà.
Si farà la conta dei danni e resterà una certezza semplice: non scegliamo le tempeste,
ma possiamo scegliere sempre il modo in cui le attraversiamo.

E questa, secondo me, è la forma più alta di libertà.

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