La doppia nascita di Martina: mamma e dottoressa nello stesso giorno
Domenica 1° febbraio si celebra la 48ª Giornata Nazionale per la Vita, purtroppo in un contesto di crisi demografica allarmante: sempre più donne decidono di non fare figli. Le motivazioni sono svariate e tra queste c’è la difficile, e reale, conciliazione tra la maternità e il lavoro. In questo scenario suscita grande ammirazione la recente storia di Martina.
Lo scorso 15 gennaio, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, Martina discute la sua tesi di laurea dal letto di ospedale e, meno di due ore dopo, dà alla luce il suo primogenito, Francesco.
Martina è una vigilessa di 27 anni, originaria di San Cassiano (Lecce), che presta servizio in Molise, a Montenero di Bisaccia. Incinta del suo primo figlio, la ginecologa le comunica che il parto sarebbe stato anticipato a gennaio per motivi clinici. Per questo concorda con la sua Università di Bari la possibilità di discutere la tesi di laurea in Psicologia da remoto.
Solo che il piccolo Francesco aveva troppa voglia di venire al mondo. Così succede che la sera precedente, mentre ripete per l’ultima volta la tesi per l’esame di laurea, le si rompono le acque. I medici avrebbero voluto procedere immediatamente, tanto che lei era ormai convinta di dover aspettare ancora un po’ prima di indossare la sua corona d’alloro. E invece c’è ancora un imprevisto, dovuto alla tempistica del parto.
La mattina seguente, mentre Martina è già pronta per entrare in sala operatoria, con tanto di cuffia e catetere, i medici ritengono di attendere ancora un po’. Così lei, dal letto d’ospedale dove si trova, tramite il computer si collega con l’università, aiutata dal marito Simone, per discutere la tesi. Ma i docenti, vista l’eccezionalità delle circostanze, escludono la discussione fiume, proclamandola dottoressa alle 9:40 di quella mattina.
Appena terminata la discussione, entra in sala parto: alle 12:17 nasce Francesco, un pargoletto di due chili e seicento grammi.
Martina, alla fine, racconta di essere “stanca ma felice”.
Cara Martina, ho un messaggio per te: certamente non siamo padroni degli eventi e delle circostanze, ma della forza, della volontà e della determinazione sì. E tu ne hai da vendere. Gli auguri, senz’altro. Ma soprattutto, complimenti per il vulcano di energia che sei!


