Il profumo di una rosa: Aurora e la promessa di un abbraccio
Ognuno di noi è tornato a casa con una malinconia più dolce nel cuore, stringendo quella rosa bianca in ricordo di Aurora. Il sacerdote l’ha raccolta ai piedi dell’altare e ce l’ha consegnata guardandoci negli occhi, uno ad uno, come a volerci trasmettere una carezza invisibile.
“Aurora finalmente ha trovato la casa promessa, vive nella Pace ed è qui presente, viva come questo fiore!”
Ieri sera, Aurora, sei tornata a far fiorire le nostre case: quella delle tue maestre d’infanzia, dei tuoi educatori della casa famiglia, delle splendide suore che ti hanno accolta con amore; sei tornata da chi ti ha insegnato l’arte del teatro e dai compagni che hanno condiviso con te i banchi di scuola.
Per alcuni il tuo ricordo è riaffiorato all’improvviso, scosso da quel tragico fatto di cronaca che ha spezzato il tuo cammino. Ti avevamo lasciata nella gioia di una nuova famiglia e ti abbiamo ritrovata, con dolore, sulle prime pagine dei giornali: un sorriso luminoso che ora vive solo nel riflesso di una fotografia.
Per altri, come Paolo, Simona e Flavio, eri semplicemente “casa”. E proprio a Paolo il sacerdote ha affidato tre rose: piccoli steli di speranza che mi auguro possano portargli, in questo momento, la giusta consolazione.
Paolo, a sua volta, ha voluto donare a noi queste parole e questa immagine. Le custodiamo come una promessa silenziosa: quella di ritrovarci, un giorno, nella luce del Paradiso.
Dalle parole di Paolo e Simona:
“Ho messo insieme dei pensieri, molto personali, ed insieme ad Aurora abbiamo deciso di condividerli con voi.
Principessa. Così Ti ho sempre chiamata, il nostro gioco, mio e tuo, per prendere in giro il tuo modo di essere, un po’ tra le nuvole… un po’ sognante… romantica e MOLTO distratta. Io e Simona questo tuo modo di essere lo amiamo tantissimo; forse è stata proprio la folgorazione che ci ha fatto innamorare di Te tanti anni fa. Di certo noi non abbiamo mai pensato ad una Te diversa da come sei.
Ora, se volessi spiegarTi cosa si prova in momenti come questi, come mi sento io a stare da questa parte e tu di là… dopo un mese esatto… è davvero arduo. Te lo potrei rappresentare come un’enorme voragine… un buco grande nel terreno che con estrema forza risucchia e ingoia tutto; e più mi oppongo aggrappandomi ai bordi, più mi tira giù e più mi faccio male nel resistere, perché la sua forza mi sembra inesauribile.
Allora meglio lasciarsi andare, seguire il flusso delle cose, dei pensieri e delle parole dette dalle tante persone con cui provo a parlarne, ‘attraversarlo’ questo dolore e rassegnarmi che sia reale, che quello che Ti è successo è vero e che io, minuscolo uomo al cospetto di cose enormi come la Morte, devo mettermi in Pace, perché su questo non c’è più nulla che io possa fare.
Sul fare ci sarebbe moltissimo da discutere e abbiamo tante domande che ci tormentano, su cose fatte o non fatte, cose che ci sono apparse illogiche, assurde e ai nostri occhi prive di senso. Ci interroghiamo, io stesso mi interrogo, col rischio che, come una serpe, si annidi in me il senso di colpa che cerco di scacciare con la logica… ma sta lì che striscia ai miei piedi viscido e freddo. Ma le risposte che avremo — perché qualche risposta l’avremo prima o poi — non Ti faranno tornare indietro, Amore mio.
Così vorrei avere la Fede necessaria per convincermi che ora sei serena, libera e beata, magari in cielo tra gli angeli. Io so però, e lo so per certo, che tanti amici che sono qui per te oggi questa Fede ce l’hanno, eccome se ce l’hanno, e li consola… e sapere questo, sapere di questa forza, un po’ consola anche me.
Vorrei anche avere la tempra di mio figlio Flavio, l’esuberanza e la profondità dei suoi pensieri che, ad ogni nuova difficoltà della vita, me lo fanno riscoprire migliore. Spesso migliore di me.
Di certo per me ci sei ogni giorno, Ti custodisco gelosamente in oggetti e ricordi; per questo non lo considero un addio: hai solo cambiato forma dentro di me, una forma che può essere dolorosa a volte, ma che devo e voglio accogliere con speranza e serenità. Invito tutti a farlo… anche se questo richiede tanta forza, tempo e tutto l’Amore che posso.”


