San Luigi Scrosoppi: il Santo della “porta da calcio accanto”
A volte camminiamo accanto alla storia senza saperlo. Capita di frequentare gli stessi spazi della Parrocchia, di incrociare lo sguardo delle Suore della Provvidenza e pensare di conoscerle. Poi arriva una giornata speciale e, grazie al racconto di Suor Fiorella, scopri che dietro quel’ “abito” c’è un’eredità gigante che parla proprio la nostra lingua: quella della carità, ma anche quella dei campi di periferia.
Le suore che abbiamo la fortuna di avere tra noi portano avanti il sogno di Luigi Scrosoppi, un prete friulano dell’Ottocento che insegnò loro la fiducia totale. In un mondo che ci chiede di pianificare tutto, loro testimoniano che esiste una “Provvidenza” che si prende cura di noi, specialmente degli ultimi. È un carisma di umiltà e silenzio, che si sporca le mani dove c’è bisogno di educazione e accoglienza, con quella discrezione tipica di chi sa che il bene non ha bisogno di rumore per cambiare il mondo.
La sorpresa più grande risiede nelle “specialità” di questo Santo. San Luigi è il patrono dei malati di AIDS, un legame nato dal miracolo che lo ha portato alla canonizzazione: la guarigione inspiegabile, nel 1996, di un giovane catechista nigeriano ormai in fin di vita. È un Santo che non ha paura delle ferite più dure del corpo.
Ma, allo stesso tempo, è il patrono ufficiale dei calciatori. Scelto dal Vaticano nel 2010, San Luigi fu tra i primi a capire che per salvare i giovani dalla strada non bastavano le preghiere: serviva il gioco. Per lui lo sport era disciplina, lealtà e gioia condivisa.
In una parrocchia dove i nostri figli passano ore a rincorrere un pallone, questa notizia ha il sapore di casa. E per chi, come me, allena i ragazzi della Special Team del Vis Aurelia — la nostra squadra di atleti con disabilità cognitiva relazionale — sapere di avere un patrono così calza a pennello. San Luigi capì che il calcio è uno strumento potente per includere e donare dignità a chi spesso viene lasciato in panchina dalla vita. Da oggi, la nostra Special Team ha un “titolare” in più in Paradiso a fare il tifo per noi.
Certo, la notizia di questo patrocinio “sportivo” ha subito scatenato l’ironia della nostra comunità. Il caro Pasquale, con la sua solita sagacia, ha subito chiosato: “Beh, ora che sappiamo a chi votarci per far tornare l’Italia ai Mondiali!”.
Non sappiamo se il Santo accetterà la sfida diplomatica con la FIFA, ma una cosa è certa: avere scoperto che la santità abita “alla porta di calcio accanto” ci fa sentire tutti parte di una squadra molto più grande.



