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“Chi fuor li maggior tui?”: tutto l’Amore a Novate Milanese

Oggi nella Festa degli Innamorati, desidero fermarmi a riflettere con voi su cosa significhi davvero “amare”. Spesso pensiamo a un sentimento privato, ma Dante ci insegna che l’amore è una forza pubblica, che crea legami, che costruisce comunità e che, a volte, ci riporta esattamente dove tutto è iniziato, dai “maggior tui”.

Il mio incontro a Novate Milanese di una settimana fa, per presentare il mio nuovo libro “Cento domande a Dante e cento risposte” (Edizioni Efesto), l’ho iniziato proprio con la domanda di Farinata Degli Uberti che trovate nel titolo ma non era una sfida: era un atto d’amore.

Dopo vent’anni, tornare in questa terra è stato come riaprire un libro prezioso e ritrovarvi dentro i volti che ne hanno scritto le pagine più belle con sullo sfondo la Parrocchia Santi Gervasio e Protasio dove tutto ebbe inizio.

Tornare a casa non è stato un semplice viaggio nella memoria, ma un incontro vivo con l’amore che si fa carne:

L’amore per le radici: Negli occhi dei miei genitori, per quell’armonia che genera “pensier santi” e di tutti i fratelli, sorelle, zii, cugini e nipoti presenti.

L’amore per il bene comune: È stato un onore avere con noi il Sindaco Gian Maria. Dante stesso fu uomo politico appassionato e i suoi canti “civili” ci ricordano che occuparsi della propria città è una forma alta di carità.

L’amore gratuito: Un grazie immenso ai volontari della Libreria Madonnina. Sono lì per amore, regalando il loro tempo per diffondere cultura e bellezza: sono loro il cuore pulsante di questa comunità.

L’amore dell’amicizia: Negli abbracci con Cecco, Carlo, Marco, Fabrizio e i tanti amici ritrovati. Se non vi nomino tutti è solo perché l’emozione mi ha fatto tremare la penna, ma siete tutti nel mio cuore!

L’amore con la A Maiuscola: quello di mia moglie Sara, compagna instancabile di questo viaggio fisico e letterario e con la quale ogni giorno festeggio Natale e anche San Valentino!

Il momento più incredibile è stato dare un corpo a quegli “abbracci di ombre”. In Purgatorio, Stazio tenta di abbracciare Virgilio dimenticando di essere un’ombra. Noi l’altra sera abbiamo fatto di meglio: abbiamo dato un abbraccio vero a chi conoscevo solo virtualmente, come Maria Sole Bionaz, amica e anche collaboratrice per la stesura dello stesso libro e spesso ospite anche qui sulle pagine de ilCentuplo, venuta da Aosta con marito e tanti dolcetti (che poi ci siamo mangiati per l’89esimo compleanno della mia mamma); Vittoria Criscuolo, fondatrice del Comitato Pro Life Insieme, giunta da Varese e poi fra Olivier di Radio Mater.

Sono stato benissimo. Grazie a tutti!

Se il Paradiso è questo, come vi ho detto, viene proprio voglia di andarci e di portarvi tutti!

Ricordatevi: la vita è una Commedia, il finale deve per forza essere bello!

Potete acquistare il libro qui o presso tutte le librerie

il podcast del mio intervento

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