Nello Sport e nella Vita vince chi si diverte
Ho sempre pensato che la marcia in più appartiene a chi ama ciò che fa, indipendentemente
dal contenuto che tu sia ingegnere o tassista, maestro o operatore ecologico, amare il motivo
per cui ti alzi dal letto è il segreto per stare bene.
Chi ama le statistiche fa i conti dei minuti che trascorriamo al lavoro: tantissimi. Ed allora tanti dicono, beh conviene che quel monte ore sia felice. Ed è tutto qua il segreto: scegliere cosa ti fa felice. Perché quella sarà anche in contemporanea la cosa che ti viene meglio e con meno fatica.
E questo è l’unico modo per stare lontano da cinismo, burn out, esaurimento, infelicità.
Nei giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, il 19 febbraio qui al Forum di Assago è andata sotto i riflettori la finale di figure skating femminile e, contro i prognostici, ha vinto l’americana Alysa Liu che ha battuto le due giapponesi favorite, Sakamoto e Nakai. La giovane Alysa mi ha ispirato questo pezzo.
Ero lì a vederla (mentre prestavo servizio sanitario) e mi ha colpito subito. A cominciare dal vestito, non un colore timido, neutro, educato ma un coraggiosissimo oro. Che era un buon auspicio. Che era un modo per crederci. Che era un inno al sogno ed al diritto di sognare.
Poi la capigliatura: disordinata, disubbidiente, ribelle. Che era un modo per reclamare la propria storia. Che era un modo per urlare la propria unicità. E poi, il pezzo musicale scelto: pop vero con tutto il forum che ballava e batteva le mani mica musica classica dolce ed eterna. Per ultimo, il suo viso: Alysa ha riso e non sorriso dall’inizio alla fine.
Lei, la sua prestazione, se l’è goduta.
Ha riso dall’inizio alla fine, semplicemente felice di pattinare…che poi essere sotto gli occhi del mondo è diventato un particolare trascurabile. La forza delle sue gambe muscolose insieme alla sua gioia l’hanno fatta pattinare, danzare, volare, saltare con una energia che poteva essere solo da primo posto. E che inevitabilmente si sono scontrate con l’abituale figure skating: Alysa si è ribellata ai capelli tirati in uno chignon dolorosissimo, ai sorrisi tirati con piedi pieni di vesciche, ai visi senza emozioni con vittoria o con sconfitta.
Alysa ha solo pattinato. Ha solo fatto la cosa che la rende felice. L’ha fatta a suo modo e ha vinto. A noi, resta la speranza di poter scegliere cosa fare, la forza di cercare la nostra gioia. La nostra risata.



