Alla pari davvero: la lezione degli atleti paralimpici
E poi succede che i valori tornino al centro: non vincere ma partecipare, non competere ma collaborare e soprattutto non dimenticare le disgrazie ma gettare luce sulle anime delicate che almeno una tragedia l’hanno incontrata.
Tutto questo può succedere grazie allo sport ed attraverso un’occasione planetaria: le Paralimpiadi.
Oggi (venerdì 6 marzo ndr) ci sarà la cerimonia di apertura e fino a pochissimi giorni fa ho avuto la sgradevole paura che con la cerimonia di Verona di chiusura dei giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026 si sarebbe spenta l’attenzione, si sarebbe ridotto il clamore, si sarebbe limata la cura. Invece non è successo…soprattutto non è successo quello di cui io avevo più paura: trattamento diverso per atleti diversi.
Nel mio mondo, quello sanitario pubblico, abbiamo scelto di mettere in campo le stesse forze in termini di uomini, materiali e presidi per le Olimpiadi e per le Paralimpiadi sebbene i numeri siano diversi: 2900 atleti per le prime, 600 atleti per le seconde. Eppure noi abbiamo scelto di non abbassare la guardia, di non togliere dignità, di non ridurre la cura perché gli atleti paralimpici non solo sono un esempio di cambiamento e resilienza ma in più ci ricordano che la fragilità è delicatezza ed ha bisogno di massima protezione.
Così ancora una volta, corsi di aggiornamento fatti, check list completate, materiale controllato, procedure studiate e poi tutti schierati vicino al ghiaccio o nella medical station, sugli spalti di Assago o in ospedale…per essere pronti a soccorrere e prenderci in carico gli atleti che meritano il trattamento alla pari perché loro per stare alla pari ce la mettono davvero tutta.
Noi, ringraziandoli per il loro esempio, quasi commossi per le loro capacità inventate dal nulla, scegliamo di stare ancora più attenti perché una caduta, una lama, un dischetto sui loro corpi potrebbero fare ancora più male…ed allora con tanta sapienza ed un goccio di maternage si sta più allerta che mai.
Questo è il giusto trattamento, la giusta vicinanza: non fare sconti alle attenzioni ed usare le nostre competenze per le loro delicatezze. Solo muovendoci con professionalità tra gli spogliatoi degli atleti paralimpici possiamo davvero evitare ogni pietismo ed imparare da loro il rigore, la coerenza, la fedeltà al progetto.
Per chi volesse respirare la loro grandezza ed la nostra serietà, ci sono ancora biglietti per delle bellissime occasioni di festa e sport (app Milano Cortina Tickets 2026).


