Eri roccia, poi fiore. Mi hai insegnato a essere contenta – a mio Padre
Questa è la nostra foto preferita, quando per me eri roccia e montagna su cui appoggiarmi senza paura, quando tu eri padre e io figlia.
Negli ultimi anni la malattia ha invertito l’ordine delle cose, ti sei trasformato in delicato fiore da accudire, io genitore e tu figlio.
E questo sono stata, fra strette al cuore e fatica ma sempre con quel nucleo di gioia e luce con cui sono nata e che tu mi hai insegnato a nutrire.
In questi giorni non smettiamo di ricordare i tanti aneddoti su di te. Le prove grandi, grandissime, che la vita ti ha portato a superare quando avevi solo 24 anni, l’invalidità che ha infranto il tuo sogno di diventare “il miglior imprenditore edile de Bulagna”.
Le tue Nellate che ti hanno reso famoso anche nella struttura che ti ha ospitato.
La tua voglia di vivere la vita sempre e comunque, il tuo umorismo travolgente, la tua presenza costante in famiglia, i piccoli gesti continui e quotidiani che svolgevi in modo silenzioso per il bene della comunità.
Facevi senza dire, facevi e basta, questo eri tu.
Non è stato facile accompagnarti in questi ultimi anni, le malattie degenerative diventano malattie di famiglia, bisogna restare uniti, rimanere presenti, non lasciarsi vincere dallo sconforto, ci si allena ogni giorno a vedere sempre ciò che c’è e non ciò che non c’è più.
Questo ce lo hai insegnato da sempre: vedere e vivere la vita per quello che è: una sfida bella e difficile, da attraversare con impegno, ottimismo e un po di follia.
Ti voglio ricordare oggi con due parole:
la prima è GRAZIE. Ringraziavi chiunque si occupasse di te, grazie per il cibo, grazie per le medicine, grazie quando facevi riabilitazione, grazie quando ti imboccavo.
E voglio ricordare l’ultima frase che hai detto con quel poco di voce che ti era rimasto: SONO CONTENTO.
Questo resta e questo porto come tuo lascito: essere grati ed essere contenti per la vita che abbiamo esattamente così com’è.
Grazie per il tantissimo affetto che ci travolge e che riceviamo in questi giorni, oggi tantissime persone sono venute a salutarti e questo ci fa dire che chi semina Amore raccoglie Amore.
Fai buon viaggio papà e BEVI IN COPPA.
Michela


