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Nati, non eliminati: il paradosso della Giornata della Sindrome di Down

Il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Down, con la quale si vuole sensibilizzare e affermare il pieno diritto all’inclusione sociale, libera da ogni tipo di discriminazione, per le persone con disabilità, compresa la trisomia 21, più conosciuta come Sindrome di Down.

La dignità di ogni persona umana è inviolabile, anche e soprattutto quando è colpita da una malattia genetica. Tuttavia, questa sensibilizzazione dovrebbe iniziare dal concepimento; invece accade l’esatto contrario: con la crescita degli screening prenatali si registra un aumento vertiginoso di aborti praticati per motivi eugenetici, cioè sui bambini malati, disabili o malformati.

Dai dati risulta che in Islanda, per esempio, i bambini con la Sindrome di Down sono praticamente scomparsi: non nascono più. In Danimarca il 98% viene abortito, nel Regno Unito il 90%, in Spagna l’85%.

Questa è una realtà spaventosa: è chiaramente un’eliminazione selettiva degli esseri umani ritenuti non degni di vivere perché considerati difettosi o inferiori.

Eppure oggi tutti sono a conoscenza delle grandi potenzialità di queste persone. Tra loro ci sono numerosi atleti, artisti, impiegati, modelle e laureati. Per fare un esempio, ne voglio citare solo una: Venice Kristyn Russo, laureata in Scienze dell’Educazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con 92/110, discutendo una tesi sul teatro, argomento molto amato da lei perché, fin da piccola, ha studiato danza, recitazione e canto.

È stata anche premiata dal Comune di Napoli con una targa consegnata dal sindaco Gaetano Manfredi, sulla quale è scritto:
“A Venice Kristyn Russo, con determinazione e cuore hai superato ogni ostacolo, dimostrando che i sogni non conoscono barriere. Questo traguardo è solo l’inizio di un cammino straordinario. Napoli è orgogliosa di te!”.

Allora, auguri Venice!
E grazie a tutte le persone che, come te, ricordano al mondo che il valore di una vita non si misura nella perfezione, ma nella sua unicità.

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