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Dalla Domenica delle Palme al Sepolcro vuoto: la lezione di un’umiltà che il mondo non capisce più

Domenica delle Palme, Monte degli Ulivi.

Un cardinale che celebra, benedice la città attorno, pochi religiosi con lui, nessun altro.

Zero fedeli.

Una solitudine che spacca.

Oggi il Santo Sepolcro è rimasto senza celebrazione, senza messa, senza parole.

Ma com’è coerente questo Dio.

Mentre noi dibattiamo, lui resta in silenzio.

Solo. Anzi no.

Solo non lo è mai, perché sulla croce con lui ci stanno in tanti.

Che umile questo Dio, che si lascia osannare e poi mettere a morte.

E della nostra incoerenza, ancora non s’è stancato.

Che bravo però questo cardinale, a spegnere i toni. A incarnare il volto di una Chiesa che non usa la rabbia della rivendicazione.

Perché di altra rabbia non ha bisogno nessuno.

“Celebriamo ancora una volta una Pasqua sottotono”.

Forse bisogna ripartire così, sottotono.

Perché di toni che si alzano nel tentativo sterile di prevalere, la terra intera è davvero stanca.

Che sia una settimana santa umilissima, anche per noi.

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