buongiorgio

ll mio Sabato Santo: un Silenzio inedito e rigenerante

Oggi scelgo di interrompere il flusso. In questo giorno, ambisco a scolpire un silenzio che non sia mera assenza di vocaboli, ma un silenzio dai circuiti mediatici, una pausa dalla frenetica esposizione dei social. Condividere meno, per introiettare di più.

È il giorno in cui Cristo si inabissa negli inferi, ed io desidero immergermi con Lui, parafrasando il mio amato Dante Alighieri, negli anfratti più nascosti del mio cuore. Gli affido le mie stanchezze e quelle “angustie” che spesso rendono tortuoso il mio procedere. Sento che il Suo sprofondare nell’oscurità è l’incipit della mia risurrezione: non esiste recesso della mia esistenza dove Egli non possa introdurre la Sua luce viva e la Sua rigenerante freschezza.

In questa attesa, mi pongo all’ombra di Maria. La sua attesa è la nostra:

  • Il Cuore di Maria: Lei non scorge ancora il chiarore dell’aurora, ma la sente già palpitare nelle viscere. Come lei, desidero perfezionarmi nel custodire la fede nel silenzio, certa che la promessa del Risorto si compirà con indefettibile fedeltà.
  • Penso al Santuario della Madonna del Silenzio di Avezzano, dove vado spesso, e dove ogni giorno può essere Sabato Santo

E proprio qui, in questa sosta teologica, sorge una riflessione: forse questo silenzio che oggi la liturgia ci raccomanda con tanta forza, non dovrebbe essere un’eccezione. Forse è un paradigma per la nostra vita intera. Se solo avessimo il coraggio di sospendere il flusso più spesso… Magari ogni settimana, un giorno di ritiro interiore. O magari, semplicemente, dieci minuti al giorno di quiescenza assoluta.

Che autentica beatitudine sarebbe un giorno di silenzio codificato. Che mirabile ristoro quel momento quotidiano in cui tutto si placa.

Ci stiamo avvicinando con trepidazione al Decennale de Il Centuplo, il prossimo 25 aprile. È una tappa fondamentale, una storia di grazia che portiamo nel cuore. Eppure, proprio oggi, dopo tutti questi dieci anni di post, di articoli, di #solocosebelle, in questo giorno di stasi feconda, desidero depositare tutto — i piani, le fatiche, i post, i vostri volti di lettori e autori — ai piedi di quell’anfratto, nell’umiltà di un silenzio che non pretende, ma si fida.

Oggi non voglio vivere distratto.
Desidero incontrarti qui, nel silenzio del Sabato.
Ti affido il mio cuore e ti chiedo di renderlo puro, capace di riconoscerti domani, nella luce della Risurrezione.

Una speranza viva che, anche oggi, trasforma il presente e riempie il cuore di gratitudine.

In questa attesa c’è già tutto: è già il nostro Centuplo.

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