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Maradona e gli Otto Dharma Mondani

Ho visto di recente la puntata di Roberto Saviano sulla storia di Diego Armando Maradona e i suoi rapporti con il clan Giuliano negli anni ’80 a Napoli. Un ritratto crudo dove l’indiscussa abilità del giocatore si scontra con l’eccesso: vittorie, denaro, potere, droga.

Era il 5 luglio 1984 quando 80.000 persone riempirono il San Paolo per accogliere e vedere Diego Armando Maradona palleggiare. Non fu una semplice presentazione, fu l’inizio di un amore morboso e incondizionato tra un popolo e un genio assoluto diventato mito. Furono anni senza confini, dove un ragazzo considerato “D10S” divenne il responsabile e l’artefice della rivincita di una città e di un intero contesto sociale, e anni di contraddizioni forti: in campo il calcio, per strada la camorra.

E di tutta questa storia un aspetto, ripetuto più volte nella puntata, resta impresso lasciando l’amaro in bocca: 80.000 persone ad accogliere, nessuno al commiato.

Ma forse questa non è solo la storia del più grande calciatore del mondo, è la storia dell’essere umano che si identifica (e identifica altri) in un ruolo assoluto, credendo all’illusione del “per sempre”, non contemplando variazioni. Dove lo standard deve essere assicurato, la performance sempre in crescita e dove il potere direziona le scelte credendo nell’impossibile.

Le antiche filosofie ne parlano da millenni, gli otto dharma mondani ce lo raccontano chiaramente: nulla dura, tutto muta e tutto si alterna. Non esiste guadagno senza perdita, piacere senza dolore, lode senza biasimo, buona reputazione senza cattiva reputazione.

E viceversa.

Nessuno ne è al riparo.

Ma è possibile salvarsi dall’illusione dell’infallibilità lavorando seriamente sulla propria mente per mantenere centratura, presenza e saggezza. Portare la mente a dimorare nella via di mezzo vuol dire niente attaccamento, niente avversione, per

assaporare il successo preparandosi alla sconfitta e vivere la sconfitta contemplando la vittoria.

Comprendere l’impermanenza ci permette di restare forti e fiduciosi aperti alla vita e a qualsiasi cosa essa ci porti.

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“Del silenzio e dell’ascolto ne ho fatto un lavoro e quando parlo lo faccio con 𝐹𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑎”.

Ti accompagno in percorsi evolutivi centrati su #etica#saggezza e #presenza

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