I tuoi pensieri creano la tua realtà
Tra ieri e stanotte quasi tutta l’umanità era sulla stessa frequenza. Quella della paura.
Sono secoli che c’è chi quella frequenza la produce, la confeziona e la distribuisce con precisione. È necessario che noi stiamo lì. Bassi, reattivi, distratti da noi stessi.
Ma non sono solo i media o il sistema. Anche le persone comuni alimentano quella frequenza. Ognuno di noi, quando cede, diventa un piccolo amplificatore. La paura si propaga esattamente come un segnale radio, ha bisogno di ripetitori. E i ripetitori siamo noi.
Una persona sulla frequenza della paura non crea, subisce. Non si chiede chi è, si chiede cosa succederà. Ed è esattamente dove vogliono tenerti.
Perché i tuoi pensieri creano la tua realtà. E questo, anche se spesso ci sono delle obiezioni, è ciò che la scienza misura da decenni.
La neuroplasticità dimostra che i pattern mentali ripetuti modificano fisicamente le connessioni neurali. Chi abita pensieri di paura costruisce un cervello diverso da chi abita pensieri di possibilità. Stesso punto di partenza, strutture diverse. Il cervello poi filtra la realtà secondo quelle strutture, trova quello che si aspetta di trovare.
La fisica quantistica aggiunge qualcosa di più profondo e ancora discusso: l’osservatore interagisce con ciò che osserva. Nulla è definito prima dell’osservazione. Il salto dal subatomico alla mente umana è speculativo, lo dico chiaramente. Ma la direzione è coerente con tutto il resto.
Siamo energia che vibra. I pensieri sono frequenza. E tenerci convinti di non poter cambiare niente è nell’interesse di qualcuno.
Il confine tra quello che puoi trasformare e quello che non puoi è molto più spostato di quanto ci abbiano insegnato.
Scegliere su quale frequenza stare, nei prossimi giorni, è forse l’atto più rivoluzionario che esista.
Non perdiamo questo appuntamento.


