Sincaraz: l’abbraccio che vale più della partita
SINCARAZ. Non è un hashtag, è una parola che il tennis si è inventata per dire che certi rivali non si possono separare. Che uno esiste anche grazie all’altro. Che la grandezza di uno misura la grandezza dell’altro.
Questa foto non sembra avere un vincitore e un perdente. Ha due ragazzi di 22 e 24 anni che si abbracciano e si rispettano dopo due ore e un quarto di battaglia sulla terra rossa di Montecarlo, con il vento che ha reso tutto più difficile e complicato.
Non è stata una partita bellissima, né una delle loro migliori, bisogna dirlo. Il forte vento ha condizionato ogni scambio, doppi falli ed errori non forzati si sono accumulati da entrambe le parti. Alcaraz ne ha commessi 45. Non era il tennis pulito che sanno produrre quando le condizioni li aiutano. Era qualcosa di più grezzo, più faticoso, più umano.
Eppure proprio in una partita così si vede chi sono davvero.
Sinner ha vinto 7-6, 6-3 su una superficie che era rimasta a lungo il suo unico vero punto interrogativo. Ha rimontato un break nel secondo set con una lucidità che fa quasi paura. Non crolla quando sarebbe più facile farlo. Anzi, è proprio lì che sembra diventare più pericoloso.
Alcaraz ha giocato una settimana intera ad alto livello, battendo avversari difficili su una superficie che ama profondamente. In finale ha prodotto punti di una qualità rara, anche quando il match stava scivolando via. Ha perso per un doppio fallo nel tie-break del primo set e per qualche errore di troppo nel secondo. Sappiamo che il tennis è anche questo, una giornata storta nel momento sbagliato, contro un avversario che non regala niente.
Oggi bisogna fare i complimenti a Sinner che nel 2026 ha vinto Indian Wells, Miami e Montecarlo. Tre Masters 1000 consecutivi nella stessa stagione. Nell’Era Open ci era riuscito solo Djokovic, nel 2015. È Alcaraz stesso ad averlo detto, sul campo, durante la premiazione, senza riserve e senza il minimo calcolo. Con una generosità autentica come è solito fare: “Solo un uomo nell’Era Open ha vinto Indian Wells, Miami e Montecarlo. Tu sei il secondo a conseguirlo. È qualcosa di incredibile. È molto difficile da realizzare”.
Sincaraz non sembra la storia di uno che vince e uno che perde. È la storia di due giocatori che si stanno alternando tra primo e secondo in classifica, tirando fuori il meglio a vicenda, finale dopo finale, anno dopo anno. Il tennis ha avuto Federer e Nadal, ha avuto Nadal e Djokovic.
Ora, accanto a Djokovic, ha anche loro due.


