La pace è l’accessorio più elegante che un leader possa indossare
Il mondo non è un ring e noi non siamo spettatori paganti di uno scontro che non ci appartiene. Davanti alle sguaiate provocazioni di Donald Trump, che oggi sceglie come bersaglio il Papa e il nostro Governo, la nostra risposta non può essere il semplice sdegno. Non siamo qui per fare da scudo a singole figure — che pure hanno la forza per difendersi da sole — ma per alzare una barriera insuperabile a difesa della nostra idea di vita.
Il Centuplo è, oggi più che mai, dalla parte della Pace. Senza se e senza ma.
C’è un’estetica della violenza verbale che sta avvelenando il dibattito globale. Trump smettila: tenere il mondo sotto scacco non è esercizio di potere, è mancanza di visione. Chi attacca le radici della convivenza attacca la bellezza stessa. Per questo, promuovere solocosebelle non è un esercizio di stile, ma un atto di resistenza civile.
Noi scegliamo di difendere il presente e il futuro dei nostri figli. Vogliamo per loro un mondo dove la grandezza di una nazione si misuri dal numero di ponti che costruisce, non dal fragore dei muri che prova a innalzare.
Dante Alighieri ci ha lasciato una bussola eterna: le “sorrise parolette brevi“. La gentilezza non è una debolezza dei miti, è la forza dei coraggiosi. La pace si costruisce a tavola, parlando ai propri figli con amore, rispettando chi ci sta accanto, disarmando il linguaggio quotidiano.
Se i leader mondiali hanno dimenticato l’alfabeto del garbo, noi lo riscriveremo partendo dalle nostre case. A ogni parola di odio che rimbalza sui social, risponderemo con cento gesti di bellezza. Questa è la nostra moltiplicazione, questa è la missione de il Centuplo (vi aspetto tutti per festeggiare assieme il nostro decennale!)
In questo momento di incertezza, la nostra preghiera si fa corale. Non è un sussurro timoroso, ma un grido di dignità:
- Pregare per la pace significa dichiarare guerra all’indifferenza.
- Promuovere il bello significa togliere ossigeno alla rabbia.
“La pace non cade dall’alto come un dono inaspettato; è un cantiere aperto che richiede operai della gentilezza e architetti dell’armonia.”
Non permetteremo a nessuno di rendere “brutto” il domani. Restiamo saldi, restiamo eleganti nella nostra fermezza, restiamo costruttori. Perché la pace, se coltivata con cura, è l’unica cosa che nel mondo è capace di tornare a noi moltiplicata per cento.




