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L’amore più grande degli ori: Francesca Lollobrigida e la corsa verso la felicità

France’, sai che c’è?

Cinque minuti di applausi.

E non solo perché sei andata a prenderti in braccio tuo figlio facendo la corsa a ostacoli col salto in alto delle transenne, fregandotene dei commenti che analizzano la vita degli altri con un cinismo che manco il patrigno di Dolcè Remì.

Ma perché nonostante le cattiverie piovute addosso in quanto mamma felice e orgogliosa di esserlo, continui a dire la tua e rincari pure la dose.

L’altro giorno te ne sei uscita affermando davanti ai giornalisti che vuoi un altro figlio, e che per questo stai pensando di lasciare lo sport a livello agonistico.

Peggio ancora, hai detto pure che secondo te sarebbe da egoisti continuare a far finta che sia normale star fuori duecentoepassa giorni l’anno mentre a casa magari t’aspetta una famiglia.

Tuo marito ha il diritto di averti tutta per sé, hai aggiunto, giusto per suggellare l’affermazione eroica.

Apriti cielo.

Ti sei scavata una fossa come una portaerei, lo sai, sì?

Chi t’ha accusata di essere un retaggio medioevale, chi di essere vittima di patriarchi e prole ingerente, t’hanno additata come pessimo esempio per le generazioni future, ma pensa te come stiamo messi.

Francesca, fatti una risata e pattina leggera su tutte ste menate, senti a me.

Perché la vita è un brivido che vola via, non facciamo a tempo a dirle buongiorno che ci ritroviamo sotto ai cipressi.

Dunque te hai capito che non sei immortale (non è scontato, c’è gente che si eterna gli zigomi e i glutei), e che la vita è ora. Mica fra dieci anni.

E ti sei fatta due conti.

La vita bisogna giocarsela finché ce n’è, divertendosi con tutte le passioni del mondo, ok. E poi però, bisogna fare un attimo a capirsi.

Perché se non ce la giochiamo sull’amore, se la vita in fondo non la spendiamo per amare, rischiamo di arrivare al capolinea che manco ce ne accorgiamo mentre stiamo ancora a rincorrere gli ori di vattelappesca, la promozione e il salto di livello, la villa a Tenerife e la prima classe.

Corri Francesca, là dove hai capito che il cuore riposa davvero senza perdenza: nel posto di chi dà la vita per amore, felice di darla.

Auguri di cuore, da mamma a mamma.

E figli tanti.

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