nomadelfia

Decennale, i saluti di Nomadelfia

Eminenza,

grazie per essere qui con noi e con tanti amici che oggi desiderano celebrare una pagina di Vangelo.

Ci accomuna il Vangelo, che è il codice del vivere, la legge della vita come disse san Paolo VI a Nazareth e come ricordava sempre don Zeno, il fondatore di Nomadelfia.

In realtà le pagine di Vangelo ricordate oggi sono 2. La prima è “Chiunque avrà lasciato… riceverà il centuplo” e noi oggi ricordiamo la straordinaria avventura di pagine di vita evangelica raccontate e pubblicate con grande costanza e perseveranza per 10 anni da Giorgio Gibertini e amici.

La seconda è la consegna di Giovanni a Maria sotto  la croce: Donna ecco tuo figlio… ecco tua madre. Per questa pagina ricordiamo in particolare Irene di Nomadelfia, conosciuta da tutti come mamma Irene, perché ha saputo trasmettere la sua maternità oltre che a circa sessanta figli presi da svariate situazioni di abbandono, anche a tante persone che ha incontrato e che riscoprivano in lei questa missione materna.

Irene è la stata la prima mamma di vocazione, la prima ragazza che ha abbracciato la verginità e insieme la maternità su tanti figli a cui mancava l’affetto materno.

Rinunciando alla maternità biologica, ha avuto il centuplo: una maternità su decine di figli.

E assieme a don Zeno ha dato vita a Nomadelfia, una proposta di creare una vita fraterna tra famiglie che portasse a creare una società nuova, una società proprio fondata sul Vangelo. Papa Francesco, quando è venuto a Nomadelfia di Grosseto nel 2018, l’ha definita “una realtà profetica che si propone di realizzare una nuova civiltà, attuando il Vangelo come forma di vita buona e bella”.

Benedica, Eminenza, la nostra preghiera perché questa memoria sia uno stimolo per continuare con sempre maggiore generosità a portare nel mondo la bellezza del Vangelo.

Francesco di Nomadelfia

A dieci anni dalla partenza di mamma Irene per la vita eterna

S. Messa presieduta dal card. Mario Grech 

Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

Il prossimo 15 maggio Nomadelfia commemora il primo decennale della partenza di mamma Irene per la vita eterna.

Con queste poche righe desideriamo salutare tutte le persone convenute presso la sede a Roma per questa commemorazione, in particolare il card. Mario Grech che presiederà la celebrazione eucaristica.

Impossibilitati ad essere fisicamente presenti a questa ricorrenza, vogliamo esprimere la nostra vicinanza e rivolgervi un ricordo di questa persona di grande rilievo nella storia di Nomadelfia.

L’arrivo di mamma Irene per don Zeno, il nostro Fondatore, ha rappresentato un chiaro segno di conferma nei confronti delle intuizioni suggeritagli dallo Spirito.

In particolare, la manifestazione nella chiesa di una nuova forma di consacrazione a Dio con l’inizio di una maternità virginea, a immagine della Vergine Maria, dando così anche ai figli dell’abbandono, accolti con generosità da don Zeno, la possibilità di pronunciare la parola “mamma” e di sperimentare la dolcezza di ciò che significa.

Mamma Irene è stata una persona di grande fede nel Signore Risorto e testimone di perseveranza nel seguire don Zeno e attuarne il carisma.

Nella sua vita ha continuato a coniugare la maternità accogliendo tanti figli con la totale fiducia nella Provvidenza, prodigando molte energie per cercarla senza mai stancarsi, come amava dire di “stendere la mano”.

Grazie mamma Irene per la tua testimonianza di vita e di grande amore per Nomadelfia.

Questo ci dà la luce e il coraggio per continuare il cammino di Nomadelfia.

Con te ricordiamo anche tutti i nostri fratelli che ormai costituiscono la Nomadelfia del cielo, e chiediamo la loro protezione.

Don Ferdinando, Successore

Giancarlo, Presidente

Nomadelfia 25 aprile 2026

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