Decennale testimonianza di Zaira, mamma di vocazione, di anni 98
Nomadelfia 21 aprile 2026
Sono una mamma di vocazione di Nomadelfia. Il 14 febbraio 1948 è stata firmata nel famoso campo di concentramento di Fossoli, trasformato in ridente cittadina la prima Costituzione in cui l’Opera Piccoli Apostoli si trasformava in Città di Nomadelfia. Con quella Costituzione tutti i presenti desiderosi di mettersi a disposizione, in unione a tutti gli altri, per vivere il vangelo in ogni espressione della vita familiare sociale e politica hanno firmato.
Io sono stata presente allo studio approfondito degli intensi dieci giorni. In quei giorni si era manifestato in me il grande desiderio di accogliere la vita fraterna in tutti i suoi aspetti, famigliari, sociali e politici. Inconsapevole, certo, di dover camminare su una strada irta di tante sofferenze, ma innumerevoli gioie.
Ero arrivata a metà novembre 1947 per fermarmi solo un periodo. Don Zeno, ancor prima di aver preso un piccolo diploma di licenza magistrale, mi aveva invitato ad andare ad aiutarlo per i suoi figli. Ho firmato la sostituzione nella totale disponibilità e, sono diventata membro effettivo della Città di Nomadelfia. Fino ad allora mi sembrava di poter camminare su tutt’altri sentieri. In quel breve tempo si è manifestato in me il grande desiderio di accogliere figli senza mamma. Tutto era organizzato, siamo partite per Roma in12 ragazze, insieme ad una mamma, che ci proteggeva, per andare, noi, a cercare figli privi di quell’Amore. Un giorno, con don Zeno siamo saliti tutti al brefotrofio e abbiamo visitato i grandi stanzoni in cui erano allineate piccole culline ricoperte da reticelle che proteggevano i neonati.
Al nostro passaggio, dalle maglie di quelle reticelle uscivano braccine invocanti. Attimo in cui ho sentito l’acceso desiderio che, a nessuna innocente creatura possa venire a mancare il sincero Amore materno. Una seconda volta siamo tornati al Brefotrofio a Villa Pamphili dove, nel giardino, erano raccolti 120 figli. Alla
sera del 7 marzo 1948, su un vagone delle ferrovie di Stato siamo partiti tutti per Nomadelfia. Al mattino dell’8 marzo don Zeno durante la Messa ha consegnato tutti quei figli alle mamme con le parole, che Gesù dalla Croce consegna Giovanni evangelista alla Madonna : “donna ecco tuo figlio, figlio ecco tua mamma. Quella è la maternità che Irene, che è stata la Prima mamma di Vocazione vengono consegnati i figli all’Altare. A me sono state consegnate otto bambe molto sofferenti, le 3 più piccole provenivano dal
Brefotrofio e, le altre 5 dalla borgata San Basilio. Io sapevo cosa volesse dire essere senza mamma perché la mia era partita per la vita Eterna quando avevo solo18 mesi e ho chiesto a Dio il dono di non essere matrigna.
Avevo appena compiuto 20 anni e adesso ne ho 98. Sono nonna, bisnonna, trisavola. In questa scelta della mia vita sono più che lieta di aver amato tanti figli consegnati e non. Questo rito della consegna, così chiamato dal cardinal Ildefonso Scuster in duomo a Milano nel novembre1949, prosegue ora anche con gli sposi che vivono la Castità. La maternità virginea di Irene, con l’approvazione della Chiesa e subito seguita da un bel grappolo di mamme, ha donato al mondo la missione della maternità Virginia, maternità nata dallo
spirito; Lei con la sua entrata prima del suono dell’Angelo il 21 luglio1941.
Nella nostre due vite, senza confronti di virtù e dedizione, sono avvenuti vari avvenimenti paralleli, che si possono interpretare come segni del Cielo. In una vita tutt’altro che facile, ma con totale riconoscenza a Dio per avermela fatta incontrare: Irene è stata la prima di quella generazione e io sono rimasta l’ultima.
Il Carisma che Dio donato a don Zeno, fin dalla nascita, da sviluppare contiene tutto Questo. Fin dalla prima infanzia si accorge dell’ingiustizia sociale, poi vive una giovinezza ricca di apostolato in favore dei giovani e lo
fa per amore a Gesù e al vangelo. Ha le sue incertezze, le sue crisi si affida a Guide sicure, studia, si laurea, decide di farsi sacerdote. Nella sua Prima Messa solenne, in Duomo a Carpi accoglie Danilo, il primo figlio, non più ex carcerato, ma figlio. Arriva a San Giacomo Roncole dove nasce l’Opera Piccoli Apostoli; poi Nomadelfia, prima a Fossoli, poi a Grosseto e, due gruppi altrove. Si conserva quel SEME che, con tutte le difficoltà e persecuzioni dall’esterno e dall’interno, E’ Vivo, nessuno è riuscito a distruggerlo .Se gran parte dell’Umanità, nei secoli o nei millenni deciderà di accogliere l’ “UNUM “ evangelico dove uno aiuta l’altro e non ci saranno più aborti , Il mondo sarà salvo. Don Zeno ha sempre detto che, fino a quando ci sarà un aborto sulla terra, non cesseranno le guerre.
Con la Resurrezione di Gesù alla fine “DIO VINCE” Noi dobbiamo crederlo.


