Ilcentuplo: dieci anni di bellezza e credibilità
Recentemente il Corriere della Sera ha compiuto 150 anni dalla sua nascita. Mi colpisce molto il confronto con un compleanno più giovane: quello del Centuplo, 10 anni, appunto, che mi appare metaforicamente come una persona adulta accanto a un bambino. Un bambino per età, ma non certo nei fatti, visto che sono migliaia gli articoli pubblicati in questi dieci anni.
Un giornale fondato dall’attuale direttore, il dottor Giorgio Gibertini, che ha come missione condivisa quella di far emergere e dare voce al “Bello” e al “Bene”, che sono molto più diffusi del male. Infatti, il motto è:
“Ci sono più cose belle che brutte da raccontare, più luoghi belli che brutti da far conoscere e più persone belle che brutte da presentare.”
Un giornale dove non trovano posto né l’individualismo né il protagonismo, ma piuttosto uno spirito collaborativo e di servizio. Dove si sceglie la verità e non l’esasperazione del consenso.
Dove la pluralità delle idee rappresenta una ricchezza e non pensieri omologati, ma pulsanti di vita, fatti di storie vere e di una cultura non chiusa in sé stessa, ma capace di segnare il quotidiano.
Un giornale nato dal “basso”, dove si schivano i falsi privilegi, si abbattono i muri e si costruiscono ponti. Aperto alle realtà di tutto il territorio nazionale e oltre, dove le differenze non creano distanze ma, ancora una volta, ricchezza.
E soprattutto, le sue parole sono credibili, molto difficilmente confutabili.
Direi: niente male come “primi 10 anni”.
Auguri, Centuplo.


