Antidoto all’invidia: gioia e gratitudine
Mi piace portare strumenti innovativi nei percorsi evolutivi che conduco. E uno di questi è, senza dubbio, parlare di gioia.
La gioia viene spesso percepita come qualcosa di “altro”, imprevedibile, quasi esterno a noi: una forza che arriva, ci attraversa per un po’ e poi svanisce.
La filosofia buddhista propone una visione diversa.
La gioia è un’attitudine della mente-cuore e, come tale, può essere allenata.
Perché mi piace allenare le persone alla gioia?
Per aiutare a vivere il presente e smettere di disperdere energia coltivando infiniti campi di invidia, confronto e rancore.
L’invidia, in fondo, è l’incapacità di tollerare il successo altrui — qualunque forma esso assuma.
E sappiamo bene quanto sia umana. Pensiamo a quel collega che ottiene la promozione che desideravamo da tempo e che incontriamo sorridente e soddisfatto davanti alla macchinetta del caffè.
Ecco l’invidia.
Ed è proprio lì che può essere allenato il suo antidoto: la gioia compartecipe, la capacità di gioire della gioia dell’altro.
Si può davvero imparare?
Sì. E il primo passo è la gratitudine.
Per arrivare alla gioia compartecipe bisogna allenarsi a riconoscere ciò che già c’è, ciò che abbiamo, ciò che siamo. E per imparare la gratitudine si parte sempre da sé stessi.
Dal riconoscere il proprio valore senza bisogno di misurarlo continuamente rispetto agli altri.
Gratitudine e gioia per ciò che siamo e abbiamo.
Non vuole essere una adulazione di sé stessi, se così fosse non avremmo compreso la lezione più grande: che da soli non si arriva da nessuna parte, che siamo interdipendenti, senza gli altri non avremmo raggiunto nulla. Ecco un passo verso la gioia compartecipe.
C’è una frase di André Gide, ripresa da Jack Kornfield, che ho letto ieri ad un gruppo dopo un’intera (e intensa) giornata di allenamento alla gioia compartecipe:
“sappiate che la gioia è rara, più difficile e più bella della tristezza.
Una volta fatta questa scoperta importantissima, la gioia va adottata come obbligo morale”.
Oggi ti invito ad allenarti alla gioia: parti dal dire grazie a te stessa e poi a chi ha contribuito a farti diventare ciò che sei ora.


