La Santa delle Rose
Le rose appartengono al genere Rosa, della famiglia delle Rosaceae. Sono arbusti perenni, legnosi, originari principalmente dell’emisfero boreale.
I fusti sono spesso provvisti di spine, che in realtà sono emergenze epidermiche usate come difesa.
Le foglie sono composte, imparipennate, con margine dentato. Ogni foglia ha 5-7 foglioline.
I fiori sonoermafroditi, con simmetria raggiata. Il fiore tipico ha 5 sepali, 5 petali in varietà selvatica, ma nelle rose coltivate il numero di petali aumenta per selezione. Il profumo è dato da oli essenziali contenuti nei petali.
Il frutto si chiama “cinorrodo”, un falso frutto carnoso che contiene gli acheni, i veri semi. È ricco di vitamina C.
Si riproducono sia per via sessuata che per seme, sia vegetativa per talea e innesto, motivo per cui esistono migliaia di varietà.
Dal punto di vista ecologico, le rose selvatiche sono importanti per insetti impollinatori e uccelli che si nutrono dei cinorrodi in inverno.
Santa Rita da Cascia, vissuta nel XIV-XV secolo, è conosciuta come la “santa dei casi impossibili”.Il famoso episodio è legato alla sua morte, nel 1447. Poco prima di morire, chiese a una cugina di portarle una rosa e due fichi dall’orto di Roccaporena, suo paese natale. Era gennaio, pieno inverno. La cugina obbedì scettica, ma trovò l’orto coperto di neve e, con stupore, una rosa in fiore e i fichi maturi. Portò tutto a Rita, che li ricevette come ultimo dono.
Da allora la rosa è il simbolo principale di Santa Rita. Ogni 22 maggio, giorno della sua festa, nelle chiese dedicate a lei si benedicono le rose e si distribuiscono ai fedeli.
La rosa diventa segno di grazia ottenuta in situazioni impossibili: bella ma con le spine, come la vita di Rita segnata da sofferenza e perdono.
Botanicamente è una pianta resistente, che fiorisce anche in condizioni difficili e si propaga facilmente. Nella storia di Santa Rita, questa caratteristica diventa metafora: la fede e la speranza che fioriscono quando tutto sembra morto, fuori stagione.




