A Pescina una bella pausa pranzo con Ignazio Silone
Ci sono giorni in cui il lavoro ti porta lontano e, quasi per caso, ti regala il dono più prezioso: la possibilità di colmare una lacuna. Arrivando a Pescina, in provincia dell’Aquila, l’occhio cade inevitabilmente su quel cartello stradale che scandisce l’identità del borgo: “Città natale di Ignazio Silone e del Cardinale Mazzarino“.
In quel momento, ho dovuto fare i conti con una sana, gratificante ignoranza. Quante volte diamo per scontato di conoscere luoghi e figure che hanno segnato la nostra storia, la nostra cultura letteraria, i nostri studi?
Mi sono incuriosito e ho deciso di trasformare una semplice pausa pranzo in un appuntamento con la cultura. Una rapida ricerca online mi aveva inizialmente scoraggiato: la Casa Museo risultava chiusa. Ma chi coltiva lo stupore non si arrende al primo ostacolo. Ho composto il numero, ho chiesto, e dall’altra parte la voce gentilissima di una ragazza mi ha detto subito “Venga pure che oggi siamo qui noi del Servizio Civile e siamo aperti”.
È stata una scoperta meravigliosa. Accolto da Tania e accompagnato dalla preparatissima e coinvolgente Sara, tra cimeli, documenti e copie di Fontamara – quel capolavoro universale tradotto in oltre trenta lingue che ha dato voce agli ultimi del mondo – ho riscoperto un autore che sembrava attendermi tra le pagine della sua storia personale. Varcare la soglia della Casa Museo Ignazio Silone non è stato solo un tuffo nella memoria, ma un esercizio di umiltà, un modo per riconnettersi con una terra che parla di sofferenza, riscatto e di una profonda dignità umana: tutti temi ancora molto attuali!
La visita è proseguita verso la tomba dello scrittore, dove mi sono concesso il privilegio di godere della quiete assoluta e della vista sconfinata sulla Valle del Fucino. È un luogo scelto dallo stesso Silone, che nelle sue volontà scrisse:
“Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza”.
Poco distante, in piazza, la statua di Silone col busto appoggiato sopra i suoi libri (idea bellissima, guardate la foto) con quella scritta che potrebbe essere il testamento di ogni scrittore:
“Tutto quello che m’è avvenuto di scrivere e probabilmente tutto quello che probabilmente scriverò, benchè io abbia viaggiato e vissuto a lungo all’estero, si riferisce unicamente a quella parte della contrada che con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui”.
Quanta bellezza in queste parole, quanto centuplo in questo pensiero che rispecchia in toto la nostra filosofia del trovare il bello fuori dalla porta di casa, sotto la finestra dalla quale ogni giorno ci affacciamo. Pescina caput mundi e Ignazio Silone autore da centuplo!
Questo è il bello del nostro Paese, capace di spalancarti davanti bellezze che non ti aspettavi. Dietro questa esperienza c’è il lavoro prezioso di chi, spesso tramite il Servizio Civile si prende cura con dedizione della nostra memoria storica, permettendo a un viaggiatore curioso di trovare una porta aperta e una storia da ricominciare a scoprire.
Complimenti ragazze, mi avete trasmesso la passione per Silone e ho iniziato a leggere tutte le sue opere!
Pescina mi ha ricordato che la ricchezza di un territorio non è mai distante, ma appartiene a chi sceglie di non passare oltre e di dedicare tempo all’ascolto.
Per chi volesse intraprendere questo viaggio nella memoria, vi invito a consultare il sito ufficiale del Centro Studi Ignazio Silone e la pagina dedicata sul portale Abruzzo Turismo o di scrivere alle ragazze del Servizio Civile alla mail cestusil@gmail.com




