Quanta bellezza “Al mattino su Whatsapp”
Da dieci anni, su “il Centuplo” e attraverso lo spirito di “Solocosebelle“, condividiamo ogni giorno un frammento di luce, una notizia o un pensiero che cerca di scardinare il grigiore del quotidiano per far spazio allo stupore. Sappiamo bene cosa significhi prendersi l’impegno di far arrivare, ogni mattina, un raggio di sole sul telefono di chi ci segue: è un patto di amicizia silenziosa che si rinnova costantemente.
Proprio per questo, quando ho iniziato a ricevere sul mio WhatsApp il messaggio quotidiano dell’amico Giuseppe Petrella, mi sono chiesto inizialmente quale fosse la sorgente di quella costanza e di quella delicatezza. Come mai una figura di tale rigore istituzionale sceglieva di aprire il proprio cuore ogni giorno a un gruppo di contatti? (ho immaginato subito che io non fossi l’unico destinatario!)
Poi ho scoperto il libro “Al mattino su WhatsApp – riflessioni su fede e vita”, la raccolta di quelle annotazioni pubblicata da The Skill Press, e tutto ha trovato un senso profondo. Ho capito che il Generale, proprio come noi, ha compreso che il digitale non deve essere solo rumore, ma può trasformarsi in un ponte per far giungere la speranza dove spesso arrivano solo le urgenze del mondo.
Ciò che colpisce della prosa di Petrella è l’autenticità che nasce da una vita vissuta al servizio delle istituzioni. Il Generale non parla dall’alto di un pulpito, ma condivide il cammino con il lettore, offrendo pillole di speranza che sono tanto profonde quanto accessibili. La forza di queste pagine risiede proprio in questa semplicità: la capacità di rileggere la realtà — fatta di fatiche, imprevisti e gioie — alla luce della Parola e di uno sguardo cristiano, sempre orientato al bene.
È un libro che si legge bene a piccoli passi, magari un brano al giorno oppure sorseggiando il primo caffè, proprio come un messaggio ricevuto al risveglio.
Leggere il suo libro è stato come specchiarsi in un percorso parallelo: una missione di bellezza che si nutre di Fede e di Vita. Il Generale Petrella, nel suo cammino di servizio, ci regala una prova bellissima: che la cura dell’altro inizia sempre da una parola condivisa al risveglio, un piccolo seme che — nel nostro caso, come nel suo — da dieci anni cerchiamo di coltivare per chi ha ancora voglia di lasciarsi stupire.
Vi lascio con una pagina di questo libro che mi sta parlando e interrogando proprio in questi giorni, una riflessione, che non ho timore a dire, della quale avevo proprio bisogno qui e ora:
“Le nostre risposte alle provocazioni di Dio. Buongiorno! Noi per credere vorremmo avere dei segni; in realtà sono le decisioni che prendiamo davanti alle grandi provocazioni che Dio ci manda, a rappresentare il vero cambiamento che stiamo cercando. Buona settimana e un pensiero”
Buona lettura e buon fine settimana
(per chi vuole questo è il canale Whatsapp de ilcentuplo)


