Pavia, grembo che accoglie tutti – di Gianni Mussini
Leone XIV benedice la Culla pavese per la vita
Una giornata, anzi una mezza giornata intensissima, quella di Papa Leone a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano, sabato 20 giugno. Dando prova di un atletismo degno del primo Wojtyla, nella calura umida della Bassa padana, senza un attimo di sosta e sempre pronto a stringere mani, abbracciare bambini, pronunciare discorsi (scritti ma anche a braccio), il Pontefice ha dettato una linea chiarissima: il rispetto della dignità umana sempre e comunque, a maggior ragione nelle sue manifestazioni più precarie. Andiamo per punti.
1. Atterrato di primo pomeriggio nel campo di rugby degli istituti universitari di Pavia (bella l’immagine volteggiante del candido elicottero messo a disposizione dall’Aeronautica militare italiana), e sempre accompagnato dal Vescovo diocesano Corrado Sanguineti, si è recato prima di tutto al CNAO, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (unico in Italia e uno dei sei al mondo) per la cura di tumori radio-resistenti o inoperabili tramite appunto l’adroterapia, con protoni e ioni capaci di colpire solo le cellule cancerogene salvaguardando le altre. Bagno di simpatia tra i pazienti, specie i bambini e le loro famiglie, e naturalmente i medici e gli infermieri. Come a dire: la scienza più raffinata al servizio della vita fragile. Da ricordare che il CNAO, scientificamente promosso dalla Fondazione Veronesi, era stato voluto a Pavia (2004) anche per il fermo appoggio dall’allora ministro di Economia e Finanze Giulio Tremonti, il quale in questa città risiede.
2. Corsa poi in automobile verso il centro città. Meta, la chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, che custodisce le spoglie di Sant’Agostino ma anche quelle del grande martire Severino Boezio (il cui corpo, ricorda Dante, “giace / giuso in Cieldauro”). Una chiesa che papa Prevost conosce molto bene, essendoci stato più volte da Superiore generale dell’Ordine. Ricordiamo bene che – appena eletto – si dichiarò “figlio di Sant’Agostino” affacciandosi dalla loggia di San Pietro sulla piazza e sul mondo intero.
In “Cieldauro”, festoso incontro con i confratelli agostiniani e con vescovi e clero di Lombardia.
Anche il personalismo agostiniano fa parte naturalmente della linea cui si ispira il viaggio papale. Tanto è vero che, sulla piazza antistante la magnifica basilica medievale, Leone ha poi incontrato malati e disabili, anche bambini, con le rispettive famiglie e associazioni. Non esistono vite di scarto per un cristiano.
3. Quindi in Papamobile per le strade del centro, ancora in buona parte ricoperte dai ciottoli del Ticino. Arrivo in piazza Duomo per un incontro con i ragazzi dei Grest, di Sant’Egidio, degli Scout, e un animato intermezzo (suoni, colori) con la comunità sudamericana della città. Ed eccoci a uno dei momenti centrali del viaggio: sul sagrato campeggiava un’antica immagine della Madonna della Colombina (di solito ospitata in una cappellina solitaria nella campagna di Copiano), venerata specialmente dalle mamme in attesa. Sotto la Vergine, e con Lei in piena sintonia, la Culla pavese per la vita promossa da don Roberto Romani, parroco di Sant’Alessandro Sauli (presso la cui chiesa sarà installata la Culla), con il CAV-Centro pavese di Accoglienza alla vita e grazie alla competenza tecnica – pro bono – degli architetti e ingegneri Zofia Kasińska, Luca Alessio e Vittorio Cattaneo. Ma bisogna aggiungere l’indispensabile apporto della Croce Rossa locale, la cui presidente Stefania Serafini ha aderito con entusiasmo all’iniziativa garantendo il monitoraggio della Culla h24. Sul sagrato, a rappresentare tutti, c’erano la presidente CAV Maria Pia Sacchi e i coniugi Patrizia Fedegari e Antonio Lodola, che con cristiana liberalità hanno finanziato l’opera.
4. Dal Duomo a Piazza della Vittoria è un attimo, non serve la Papamobile. Saluto, intonato, del sindaco Michele Lissia… Quando ecco un’altra straordinaria invenzione di questa giornata. In una monofora dell’antico palazzo comunale del Broletto è incastonata come pietra preziosa la Madonna di Piazza Grande, una statua secentesca che oggi vigila sulla città ma che – nel clima anticlericale postunitario – era stata rimossa, tornando nella propria sede naturale solo nel 2002 per l’iniziativa paziente e pugnace del Comitato Madonna di Piazza Grande (di cui citiamo almeno due nomi tra i molti meritevoli: Anna Maria Garofoli De Paoli e Italo Arella). Alla Madonna papa Leone, su invito del Vescovo Corrado, ha pubblicamente affidato la città di Pavia suscitando entusiasmo e commozione tra i fedeli, che eroicamente occupavano anche il lato della piazza esposto alla vampa del solstizio. Nella parte anteriore sedevano le Autorità civili (molti i sindaci del territorio), il Rettore Magnifico dell’Ateneo, Alessandro Reali, i rappresentanti di associazioni cattoliche, fondazioni, collegi universitari (tra cui lo storico Ghislieri, con il rettore Alessandro Maranesi, e il più antico Borromeo, rappresentato dal rettore don Alberto Lolli).
Ma tra le Autorità, sempre secondo il filo rosso della dignità umana e del rispetto della vita umana “dal concepimento in poi” (parola del Vescovo), era compreso anche il presidente del Consultorio familiare, Sandro Assanelli, in precedenza alla guida del CAV pavese. Avendolo visto confabulare con il Papa, l’ho brevemente intervistato, chiedendogli di che cosa avessero parlato: “Al Santo Padre ho detto che – oltre al mio saluto personale – porgevo quello dei 1500 bambini sottratti all’aborto per opera del CAV, del Consultorio e della Casa di Accoglienza alla Vita di Belgioioso [pure presente in piazza], in quasi cinquant’anni di servizio alla vita nascente”.
5. Ultimo tappa di questa epica mezza giornata, Sant’Angelo Lodigiano, per un omaggio a Santa Francesca Saverio Cabrini, la “Madre Cabrini” che – a cavallo di ‘800 e ‘900 – non ha esitato a varcare più volte l’Atlantico per aiutare i suoi migranti, spesso costretti a vivere in condizioni disumane. Tra i beneficati anche molte ragazze madri,come testimonia il bel libro di Lucetta Scaraffia, la storica cattolica e femminista, che s’intitola Tra terra e cielo. Vita di Francesca Cabrini (Marsilio, 2010, con prefazione di papa Francesco). Nella basilica di Sant’Angelo, che di Madre Cabrini ospita il cuore, essendo il corpo in America, dove spirò nel 1917 a Chicago (la città natale di Prevost…), riposa anche il servo di Dio Giancarlo Bertolotti, ginecologo che fu eroico “padre” di moltissimi bambini aiutati a nascere ed espertissimo dei Metodi naturali di Regolazione delle nascite. Anche di lui ha parlato il Vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti nell’indirizzo di saluto al Papa.
Il quale ha risposto insistendo sul carisma missionario della Santa e sulla sua opera – ancora attualissima – a favore dei migranti. Ha inoltre invitato alla pace, disarmando anche le parole contro ogni bullismo e violenza.
Conclusione del viaggio per il Papa con cena al sacco sull’elicottero: gli agili manicaretti preparati dalla rinomata Gastronomia Volpi di Sant’Angelo Lodigiano ci ricordano che la santità – come la vita umana – è fatta di anima e corpo, e va vissuta in serena letizia.
Gianni Mussini

