Acqua gratis per tutti
«Solo gli italiani comprano l’acqua». A confermarcelo con un sorriso complice è Jasmine, una giovane ragazza di Mantova, da sei anni a Londra e oggi responsabile di sala in una pizzeria a Chinatown. Una frase semplice che racchiude una delle sorprese più belle, civili e capovolte rispetto alle nostre abitudini che si possano sperimentare nella capitale britannica.
Qui l’acqua è gratis. Per tutti. Sempre.
Si chiama tap water (l’acqua del rubinetto) ed è una vera e propria istituzione sociale. Per noi, che abbiamo vissuto quattro giorni da turisti in una Londra insolita, avvolta da un’ondata di caldo eccezionale con temperature costantemente sopra i 30 gradi, questa disponibilità totale è stata una benedizione. Qualcosa di favoloso che ti riconcilia con lo spazio pubblico.
Che tu sia seduto in un pub storico, in un ristorante alla moda, o che stia visitando uno dei grandiosi musei della città, non c’è bisogno di chiedere o di mettere mano al portafogli. Prima ancora di ordinare, sul tavolo compare una caraffa di acqua fresca, spesso arricchita da ghiaccio e una fetta di limone. E se sei in giro a piedi, la città è punteggiata di stazioni di ricarica e fontanelle dove riempire la borraccia è un gesto naturale, incoraggiato e gratuito.
Ma da dove nasce questa straordinaria cultura della condivisione? Bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al 1859, in piena epoca vittoriana, quando nacque l’associazione per le fontane pubbliche con l’obiettivo di garantire acqua potabile e pulita a chiunque, come diritto umano fondamentale e bene comune. Un principio così radicato che oggi nel Regno Unito è persino tutelato dalla legge, la quale obbliga i locali che servono alcolici a offrirla gratuitamente.
Con una sottile ironia della sorte, oggi è la stessa Unione Europea — da cui Londra è uscita — ad aver tracciato questa strada attraverso la Direttiva sulle acque potabili, nata per ridurre la plastica e promuovere la tap water. Paesi come la Francia e la Spagna hanno già recepito questa indicazione trasformandola in legge: nei locali di Parigi o Madrid la caraffa d’acqua del rubinetto gratuita è un diritto garantito a tutti i clienti.
In un mondo che spesso monetizza ogni piccolo servizio, queste città rispondono con una lezione di ecologia e accoglienza gentile. Niente plastica superflua, nessun costo nascosto, solo il fresco ristoro di un bene primario offerto col sorriso. Una di quelle “cose belle” che funzionano, che dissetano il corpo e, sotto sotto, scaldano anche il cuore.


