Gli Antropologi di Ayşegül Savaş: la poesia del quotidiano
Gli Antropologi di Ayşegül Savaş mi è stato consigliato dalla mia libraia di fiducia e, come sempre, non ha sbagliato. È un romanzo delicato e intenso che racconta di case, spostamenti, relazioni e abitudini quotidiane. È una riflessione su cosa significhi sentirsi a casa in una città che non è la propria e, più in generale, trovare il proprio posto nel mondo.
Attraverso una scrittura essenziale e raffinata, l’autrice cattura quei piccoli gesti che spesso passano inosservati e li trasforma in una celebrazione della poesia del quotidiano e della bellezza del tempo che scorre.
La protagonista, Asya, osserva la vita del parco, che riprende per realizzare un documentario, e le abitudini dei vicini. Insieme a lei, anche il lettore diventa un osservatore attento di gesti, incontri e attività di ogni giorno. La lingua occupa un ruolo centrale: Asya e Manu non condividono la stessa lingua madre, ma hanno costruito un linguaggio tutto loro, fatto di complicità e comprensione reciproca.
Il romanzo ruota attorno a una domanda universale: cosa ci rende davvero parte di un luogo? E quanto pesa il sentirsi stranieri? In questo senso risultano molto toccanti anche le videochiamate con le famiglie d’origine, un appuntamento necessario per chi vive lontano dai propri affetti.
Attorno ai protagonisti si muovono personaggi discreti ma significativi: l’anziana vicina Tereza, la cui memoria si affievolisce con l’età, e Ravi, un amico dalla presenza lieve ma importante. Nessuno di loro ruba la scena, ma tutti contribuiscono a costruire quel costante senso di spaesamento che attraversa l’intero romanzo.
Gli Antropologi non è un libro per chi cerca una trama ricca di colpi di scena. È invece una lettura ideale per chi ama i romanzi che vivono nei silenzi, nei dettagli e nelle atmosfere. Una piccola gemma che continua a risuonare nella mente anche dopo l’ultima pagina.
Ayşegül Savaş costruisce la narrazione attraverso l’osservazione più che attraverso l’azione. Attraverso lo sguardo di Asya sembra quasi invitarci a osservare gli altri e, allo stesso tempo, noi stessi. È proprio in questo sguardo attento che emerge tutta la forza del romanzo.
Il lettore entra nella quotidianità di questa coppia, nelle loro abitudini e nei loro sogni, fino al punto di condividere le loro preoccupazioni.
Mi sono ritrovata a chiedermi: troveranno la casa che desiderano? Asya riuscirà a firmare tutti i documenti? È uno di quei libri che avrei voluto divorare in un giorno, ma che ho scelto di leggere con calma, per assaporarne ogni pagina.
Nota sull’autrice
Ayşegül Savaş è una scrittrice turca che vive tra Europa e Stati Uniti e scrive in lingua inglese. Nei suoi romanzi esplora temi come l’identità, l’appartenenza, le relazioni umane e il senso di casa, con uno stile elegante, sobrio e profondamente introspettivo. È considerata una delle voci più interessanti della narrativa contemporanea internazionale


