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Il cielo sopra la grigliata

C’è un momento preciso, a Ferragosto, in cui l’Italia intera sembra trattenere il respiro.

È quel quarto d’ora sospeso nel primo pomeriggio, quando le grigliate sono ormai al termine, le spiagge si svuotano per la pennichella e nei paesi di collina persino i bar con la televisione accesa sul ciclismo sembrano sonnecchiare. È il culmine dell’estate, il punto più alto, il giorno in cui per convenzione nazionale tutti dobbiamo essere felici, rilassati, in ferie.

Eppure, sotto il rumore dei tormentoni estivi, la sabbia tra le dita e il cocomero al fresco nella ghiacciaia, capita a tutti di avvertire un’ombra sottile. Una specie di malinconia improvvisa, di quelle che arrivano senza avvisare proprio mentre stai ridendo con gli amici o guardando il mare. È la sensazione che anche il giorno più bello passi troppo in fretta, che l’estate stia già scivolando via, che la spensieratezza sia un vestito bellissimo ma un po’ troppo leggero per reggere l’impatto con la vita vera.

I nostri vecchi, che non avevano i social ma la sapevano lunghissima sulla natura umana, questa giornata non l’hanno chiamata solo Ferragosto. L’hanno incastonata nella festa dell’Assunta.

Non è un caso. Nel bel mezzo della festa della carne, del sole, del corpo che si riposa e si abbronzatura, la Chiesa mette lì una donna in carne e ossa che viene portata dritta in Cielo. Non solo con l’anima, ma proprio con tutta se stessa. Con le sue mani che hanno lavorato, con i suoi piedi che hanno camminato, con il suo cuore che ha amato e sofferto.

È una notizia di una bellezza disarmante, una di quelle solocosebelle che fanno respirare i polmoni dell’anima.

Ci dice che niente di ciò che siamo andrà perduto. Che la bellezza di questi giorni, la gioia della tavola condivisa, le risate, gli affetti, persino la fatica che ci portiamo addosso, non sono destinati a finire nel nulla o a essere dimenticati. L’Assunzione di Maria è la promessa che la terra non è una trappola e che il nostro destino ultimo non è la polvere, ma il Cielo.

Guardiamolo allora questo cielo di Ferragosto, magari stasera, mentre aspettiamo i fuochi d’artificio sul mare o in piazza. Guardiamolo sapendo che non è una cupola vuota sopra la nostra testa, ma la nostra vera casa.

Buon Ferragosto a chi è in viaggio, a chi è in famiglia, a chi lavora per gli altri e a chi oggi si sente un po’ solo. La festa è tutta qui: c’è un posto per noi nell’infinito, ed è già pronto.

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