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Non dare le chiavi della tua anima a chiunque bussi

La tua serenità ha un interruttore che gli altri possono accendere o spegnere a piacimento? Allora c’è un problema.

Capita infatti di commettere l’errore di consegnare le chiavi della nostra pace interiore alle persone che ci circondano. Ci facciamo consumare dall’umore di un collega di lavoro, permettiamo al giudizio di un familiare di rovinarci la giornata, entriamo in crisi per le mancanze o le assenze del partner, o ci lasciamo trascinare dal caos delle dinamiche quotidiane.

Ma la verità è che se la nostra stabilità dipende da come si comportano gli altri, saremo sempre in balia della tempesta.

Bisogna essere “radicati in se stessi”, il che non significa isolarsi dal mondo, diventare freddi o smettere di amare la propria famiglia o i propri amici. Al contrario, significa fare un atto di puro rispetto verso il proprio essere. Significa costruire un centro così solido da non farsi agganciare dalle provocazioni, dalle aspettative altrui o dai silenzi che fanno male.

Dobbiamo imparare a essere come alberi secolari: i rami possono essere scossi dalle dinamiche di ogni giorno, sul lavoro, a casa, nelle relazioni, ma le radici rimangono ben salde nel terreno, immobili.

Quando trovi questa centratura, il partner diventa un compagno di viaggio e non un bisogno disperato; i colleghi o i familiari diventano specchi con cui confrontarsi, ma non giudici in grado di definire il tuo valore. Impari a bastarti, e la tua pace diventa non negoziabile.

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