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Quando un allarme diventa salvezza: la forza silenziosa delle Culle per la Vita

Un avvenimento che merita di essere ricordato, anche alla luce delle tante richieste di adozione che ne sono seguite, è senz’altro quello della bimba affidata alla Culla per la Vita lo scorso 8 agosto a Bologna.

Ricordiamo i fatti.

Erano quasi le 23 quando le Suore Minime di Santa Clelia Barbieri hanno sentito suonare l’allarme della Culla per la Vita della loro struttura. Sono corse subito a verificare e hanno fatto una scoperta straordinaria: all’interno della culla c’era una bambina.

Era la prima volta che la Culla, inaugurata circa nove anni prima, veniva utilizzata.

Le religiose hanno immediatamente seguito l’iter previsto, allertando il 118. I sanitari sono arrivati e hanno trasferito la piccola in ospedale, dove ne hanno constatato le ottime condizioni di salute.

La bambina è quindi rimasta in ospedale, in attesa che venissero avviate le procedure previste per la sua adozione.

Una storia che ha suscitato grande emozione e che, soprattutto, ci ricorda quanto sia importante offrire alle madri in difficoltà una possibilità concreta e sicura: lasciare il proprio bambino in un luogo protetto, affidandolo a chi potrà prendersene cura e offrirgli una nuova famiglia.

Ma vediamo cosa sono esattamente le Culle per la Vita.

Si tratta di una moderna evoluzione delle antiche ruote degli esposti, nate per offrire un’alternativa all’abbandono dei bambini e garantire loro protezione e assistenza.

Più precisamente, come spiega il sito -Culla per la Vita.it- si tratta di strutture concepite appositamente per consentire alle mamme in difficoltà di lasciare il proprio bambino in condizioni di totale sicurezza, nel rispetto della salute del bambino e della privacy della persona che lo affida.

Le Culle per la Vita rappresentano quindi uno strumento concreto di prevenzione dell’abbandono neonatale e di tutela della vita, offrendo una possibilità sicura a chi, per motivi personali, economici o sociali, non è nelle condizioni di prendersi cura del proprio bambino.

Come funzionano?

Sono generalmente dotate di una culla termica collegata a un sistema di allarme. Premendo un apposito pulsante, si apre la possibilità di deporre il neonato nella culla; una volta richiusa la protezione, scatta immediatamente un allarme che avvisa il personale incaricato, consentendo di intervenire tempestivamente e di verificare le condizioni di salute del bambino.

Attualmente in Italia ne esistono circa 60, anche se non sono distribuite in maniera uniforme sul territorio nazionale.

Incentivare la presenza e la conoscenza di questi presidi, soprattutto nelle zone dove sono assenti, significherebbe offrire un’ulteriore possibilità di salvezza ai neonati e una via d’uscita concreta alle madri che si trovano in situazioni di estrema difficoltà.

Promuovere e rendere accessibili le Culle per la Vita non significa soltanto contrastare l’abbandono neonatale: significa costruire una rete di protezione intorno alla vita più fragile. E questo, certamente, è un segno di civiltà.

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