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Il Pastore buono è il segno concreto della tenerezza paterna e materna di Dio

Parola di Vita

IV Domenica di Pasqua – Anno A57^ GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI“Datevi al meglio della vita”. (Christus vivit n. 143)Introduzione al Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

Una Domenica bellissima la quarta di Pasqua. Perchè la Domenica del “Buon Pastore”, da cui prese anche avvio la nascita di questa 57^ Giornata per le Vocazioni, per sapiente e brillante ispirazione di San Paolo VI, nel 1964 in pieno Concilio.

Oggi nel Vangelo Cristo si presenta come il Pastore delle pecore che entra per la porta. Basta così, per poter pregare la Parola e lasciarci interpellare nella nostra chiamata alla vita credente nel Risorto, alla vita “da risorti e risorte”, alla vita da uomini e donne “Pastori”, cioè responsabili a nostra volta di gregge affidatoci (figli e figlie, alunni e alunne,cittadini e cittadine, comunità parrocchiali, piccoli e poveri, sofferenti, anziani, il creato stesso eccetera).

Cristo con la similitudine del Pastore ci chiama a lasciarci pascere da lui e al tempo stesso a diffidare di cosa non è un pastore. Non è ladro, non è brigante e nemmeno estraneo (Gv 10,1; 10,5; 10,8). 

I falsi pastori sono ladri del gregge. Non “servono i poveri ma se ne servono”, direbbe don Tonino Bello. Non si donano, ma accaparrano per sè. Accumulano tesori. Non sanno amare e perciò rubano.

I cattivi pastori sono briganti. Non hanno la faccia da ladri, ma qualcosa di peggio. Sono avvoltoi dentro. Fuori puliti e dentro corrotti. Costoro spadroneggiano sul gregge loro affidato, dice San Pietro Apostolo nella sua prima lettera (1 Pt 5,3). Costoro hanno bisogno della conversione dalla mondanità spirituale, che consiste nel “nascondersi dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa per cercare al posto della gloria del Signore la gloria umana ed il benessere personale” (Evangelii Gaudium n. 93, Papa Francesco)

E di conseguenza dei pastori approfittatori, disonesti e doppi sono anche estranei: non sono in comunione nè con le persone, nè con le comunità, nè con se stessi e nemmeno con Dio. 

Il Pastore buono, Gesù, ci offre oggi una Porta nuova, per tornare a lui e al popolo con cuore rinnovato e con animo pulito, con volto sereno e cuore gioioso. Questa porta è Lui stesso. La porta della misericordia del Padre che in cristo Crocifisso e Risorto ha dato tutto se stesso all’umanità ferita.

Questa salda speranza è il fondamento su cui riprendere il cammino in questo tempo di pandemia, di incertezze e precarietà sotto tanti profili. Il Pastore buono è il segno concreto della tenerezza paterna e materna di Dio che ci chiama a “rispondere sì” al Suo amore, a dire “eccomi” lì dove ci muoviamo, esistiamo e restiamo. Senza paura. Senza stare al balcone o inchiodato al divano.

Rischiamo!

Rispondiamo!

Diamoci al meglio della Vita!

Buona Domenica!

Don Dom

(Immagine: Ferula di legno di olivo pugliese donata al Papa Francesco dallo scultore e artista biscegliese Paolo Ricchiuti, realizzata nel 2013)

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