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Coltivare i talenti secondo Mogol

1. FAI ESPERIENZA IN UNO O PIÙ AMBITI. Quando sei incerto sulla strada da percorrere, inizia a fare esperienza in alcune di esse e presta attenzione a tutto ciò che accade.

2. RIFLETTI SUL GRADO DI SODDISFAZIONE DELL’ATTIVITA. Quando svolgi l’attività e, successivamente, al termine, rifletti sull’emozioni che ti ha dato e chiediti quali attività mi hanno dato forti emozioni positive e mi fanno sentire soddisfatto? Valuta e scegli l’attività che ti rendi conto di aver svolto con gran piacere, al punto da non aver percepito lo scorrere del tempo e la fatica impiegata.

3. SCEGLI ATTIVITÀ CHE PIU TI APPASSIONA Scegli l’attività con maggiori emozioni positive e che hai svolto con passione.

4. RIPETI L’ATTIVITÀ IN MODO CONTINUATIVO E SISTEMATICO Organizza la tua settimana inserendo almeno un’azione al giorno relativa all’attività in questione, con l’intento di migliorare e rendere automatica l’azione.

5. DEDICATI ALL’ATTIVITÀ CON CURA, ATTENZIONE E DETERMINAZIONE Ricerca, raccogli e consulta materiale utile per aumentare la tua conoscenza di quella specifica attività: puoi farlo su libri, blog, siti, forum, webinar online oppure partecipando a eventi dal vivo sul tema e creando relazioni con chi è già esperto.

6. SVILUPPA UNA TUA SPECIFICA IDENTITÀ PROFESSIONALE Fatti ispirare da progetti, attività o personaggi già influenti ed esperti del tema. Sviluppa le tue personali teorie, opinioni e credenze in merito al tuo campo di interesse, diffondile, comunicale in modo naturale e autentico, come se stessi al bar con gli amici. Punta a distinguerti con la tua identità, la tua personalità e le tue idee e trasmetti tutto te stesso. Nell’era digitale del bombardamento delle informazioni, è fondamentale distinguersi, farsi notare nella massa con la propria personalità.

Ricorda che dietro ogni lavoro c’è una storia, un uomo, con i suoi valori e la sua identità: creare coerenza tra il primo e i secondi, ci aiuta a raggiungere la realizzazione personale; comunicare efficacemente la tua originalità, nelle parole e nei fatti, aiuta ad attrarre chi ha bisogno realmente di te e chi può riconoscerti i meriti. Ed è qui che puoi raggiungere il successo. Fammi sapere cosa ne pensi e, soprattutto, quali sono le tue maggiori difficoltà nel realizzare te stesso.

Fra Emiliano Antenucci

Un pensiero su “Coltivare i talenti secondo Mogol

  • Devo essere sincero… Alla fine ho capito che coltivare “questi talenti” secondo Mogol… É finalizzato in buona sostanza al successo… al desiderio di essere premiato. Riconosciuto e non punito, cadendo nell’oblio. Io coltivo i miei talenti perché desidero il successo facendo coincidere il tutto con la realizzazione di me stesso. Questa è la realizzazione dei talenti che possediamo? Serve davvero una sempre più grande conoscenza? Se dovessi possedere dei talenti io personalmente, la prima cosa che farei lì metterei a disposizione di una fondamentale comprensione di me stesso. Questa comprensione non si ottiene attraverso la conoscenza o attraverso l’accumulazuine di esperienze, che a mio parere é un semplice esercizio della memoria. La comprensione di sé si realizza attimo per attimo;se ci limitiamo ad accumulare la conoscenza di noi stessi, quella stessa conoscenza impedisce ogni ulteriore comprensione, perché la conoscenza è l’esperienza accumulate divengono il centro nel quale il pensiero converge e trova esistenza. Il mondo non è diverso da noi e dalle nostre attività… è in ciò che siamo, infatti, che hanno origine i problemi nel mondo. Per la maggior parte di noi la difficoltà consiste nel fatto che non abbiamo una conoscenza diretta di noi stessi, ma cerchiamo un sistema, un metodo, una modalità di azione. Qualunque persona intelligente, qualunque filosofo, può inventare un sistema, un metodo… ma é evidente che l’adesione a un sistema potrà esclusivamente produrre un risultato che è frutto di quel sistema. (se seguo un particolare metodo per conoscere me stesso avrò il risultato che quel sistema rende inevitabile… ma é chiaro che tale risultato non sarà la comprensione di me stesso) Certamente la nostra difficoltà sta nel fatto che la maggior parte di noi ha perso un senso di creatività. Non è creativa… Siamo macchine ripetitive.. le stesse conclusioni e memorie… le stesse canzoni dell’esperienza. Una simile ripetitività non é dell’essere creativo…ma è ciò che vogliamo, desideriamo. Essere creativi non significa dipingere quadri o scrivere poesie… belle canzoni di successo… e diventare famosi, aver successo. Questa non è creatività, é semplicemente la capacità di esprimere una idea, che il pubblico apprezza o non apprezza. Non bisognerebbe confondere il TALENTO con la creatività. Questa ultima è uno stato dell’essere assai differente dal talento…. Uno stato in cui il SE É ASSENTE, in cui la mente non funge più da centro delle nostre ambizioni sforzi e desideri. Conclusioni : per cambiare il mondo che ci circonda in uno stato di confusione estrema occorre attivare i nostri talenti per realizzare un cambiamento in noi stessi. La rivoluzione deve avere inizio dentro di noi. Così come siamo attimo per attimo, al di là di processi di accumulazione… allora io penso che vedremo giungere una tranquillità che non è protta dalla mente, sempre desiderosa di qualcosa… E solo in tale stato di tranquillità può esserci UNA VERA TALENTUOSA CREATIVITÀ.

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