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Gli “incoraggiamenti” di Dio e la fiducia nella vita

L’intonazione tematica di questa domenica è data dal vangelo di Marco, che riporta il racconto di guarigione da parte di Gesù di un sordomuto nella regione della Decàpoli. L’acclamazione finale dei presenti.— « Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti » favorisce l’innesto del testo di Isaia (prima lettura), dove gli esiliati sono incoraggiati con l’annuncio della liberazione e il ritorno in patria con le immagini di risanamento dei ciechi e sordi: “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi”. Questo brano, tratto dal grande poema apocalittico di Isaia 34 – 35, vi associa la riabilitazione del zoppo che “salterà come un cervo“, e la guarigione del muto che “griderà di gioia“. L’abbondanza d’acqua sarà tale che la “terra bruciata diventerà una palude, il luogo riarso si muterà una sorgenti d’acqua”.

                 L’accento finale di questo testo di Isaia cade sulla gioia e la felicità e sull’annuncio che fuggiranno tristezza e pianto. Agli uomini preoccupati dalla prepotenza del male, sono rivolte parole di speranza messianica. Queste profezie o quest’oracolo profetico che annuncia l’imminente venuta del Signore, garanzia di salvezza, ha il suo compimento plenario in Gesù. Il mondo rischiava di diventare un deserto ; ma con Gesù-Messia il deserto può fiorire. Non si tratta, quindi, di un generico ottimismo umano, ma di una certezza garantita da un Dio fedele che mantiene per sempre la sua promessa.

                  La stessa tematica con accenti analoghi si prolunga nel salmo (145) responsoriale, dove si passano in rassegna le grandi opere di Dio a favore dei poveri e degli oppressi. Questo inno tra i più classici apre l’ultima sezione del salterio, formata dai salmi 145 – 150 e chiamata 1′ ‘”Hallel finale” ( il grande canto di lode che conclude la raccolta di preghiere dei fedeli di Israele), narra davvero lo stile dell’agire di Dio, re giusto e fedele , che viene a instaurare il suo regno di liberazione, di grazia, di giustizia e di pace. 

                   Quindi i due testi dell’Antico Testamento preparano molto bene la comprensione del brano evangelico odierno CRISTO lottando contro la sofferenza e contro il male esistenziale, eliminando i ‘ guasti visibili nell’ uomo, riporta la creazione al suo splendore originale , o anzi inaugura la nuova creazione. Occorre quindi riconoscere nel gesto di Gesù che guarisce il sordomuto il segno che è giunto il tempo messianico della salvezza annunciata dai profeti. E ciò costituisce motivo di fiducia e di speranza, poiché dal momento che Dio ha iniziato la sua opera di salvezza, la porterà a compimento .

                    Spesso la nostra sordità e il nostro mutismo sono ricorrenti. Da oggi tocca a noi, come al miracolato del vangelo, di riacquistare immediatamente la capacità di di ascoltare la parola di Dio e di proclamarla con l’esistenza quotidiana.

Don Joseph Ndoum

                                         1ª lettura Is 35,4-7 * dal Salmo 145 * 2ª lettura Gc 2,1-5 * Vangelo Mc 7,31-37

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