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La Madre Chiesa è Donna?

Nella riflessione teologica dopo il Concilio Vaticano II si è discusso sempre più e si discute (adesso molto meno e con minore intensità e clima proficuo di dibattito) sulla figura: “Il senso ed il ruolo della donna nella Chiesa”.

Lo scorso 21 maggio 2018 Papa Francesco ha tenuto l’omelia mattutina nella Cappelle di Santa Marta dal titolo “La Chiesa è donna e madre”.

Da sempre la Chiesa è chiamata Santa Madre Chiesa, ma è importante chiederci sulle orme di Yves Congar, Joseph Ratzinger, Hans Kűng, Karl Rahner, Hans urs von Balthasar se sia consapevolmente sentita e vissuta come donna, dato l’esclusiva del ministero maschile in continuità con la Tradizione apostolica vivente.

Senza intervenire in maniera polemica o in contrasto con il Catechismo della Chiesa Cattolica e senza sovvertire il mandato apostolico di Gesù ai Dodici è altrettanto necessario chiedersi se accanto al paradigma teologico della Santa Cena (Mt 26,17-29) dove è istituito il Sacrificio Eucaristico (CCC 1323) si può – e oggi alla luce dei segni dei tempi – si debba porre il paradigma di fede e missione del mandato apostolico di Cristo a una donna, Maria di Magdala (Gv 20,1-18).

E non solo. In molteplici occasioni Papa Francesco ha ribadito che una donna, Maria di Nazareth, la Madre di Dio, è più importante dei vescovi. Ella precede tutti in santità, nella sua persona la Chiesa incontra la perfezione. Il suo ruolo non è passivo, né astratto o distante, al contrario Maria è pienamente madre ed educatrice di tutti i fedeli conducendoli con la sua potente intercessione e il suo esempio a un rapporto sempre più profondo col suo figlio Gesù. 

Al tempo stesso Francesco, in stretta continuità con San Giovanni Paolo II, afferma che l’esclusione delle donna dal sacerdozio ministeriale è un problema di tipo teologico su cui mantenere ferma la vigente posizione.

A questo una donna e teologa, Selene Zorzi, risponde da figlia della Chiesa: “Ciò a cui fa riferimento il Papa è una posizione teologica, peraltro piuttosto recente, se guardiamo le tante diverse motivazioni apportate nel corso dei secoli per escludere le donne dall’ordine, e che risale a H.U. von Balthasar. È una posizione teologica che si basa su una ideologia della differenza sessuale oramai superata da tempo e cioè quella che ipotizza che i generi abbiano caratteristiche del tutto opposte, con un ricorso altrettanto problematico ad archetipi del maschile e del femminile che vede quest’ultimo confinato nelle sue funzioni al ruolo domestico e materno”.

In questo periodo in pieno Sinodo delle Chiese sulla sinodalità continuiamo a camminare lasciandoci interrogare, interpellare, provocare e accompagnare e custodire dallo Spirito Santo anima e cuore vitale della Chiesa Sacramento di Cristo e Popolo di Dio.

                                                                                                    Sac. Domenico Savio Pierro,

                                                                                                   ordine secolare dei Servi di Maria

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