editoriali

Coraggio toscanacci, vi voglio bene

Cari tutti che siete nel disastro, in questo fazzoletto di terra italiana così ricca di bellezza e così fragile.

Sono una tra tanti che si sveglia la mattina nel suo letto e pensa a voi che state con l’acqua sporca alle caviglie, e in queste ore fate la conta dei danni, piangete sulle merci andate a male, sulle auto che non avete soldi per ricomprare, sulle morti inaudite, e vi chiedete che sarà domani.

Non lo so che sarà.

Solo il cielo sa cosa sarà domani.

Siamo tutti in ballo qui sotto le nuvole a sperare che alla prossima non sia la nostra volta, e invece ogni giorno qualcuno ci lascia nell’imprevisto impensabile, qualcuno perde tutto quello che ha di più caro, qualcuno riceve una diagnosi che gli cambierà la vita.

Siamo davvero tutti in ballo, e chi pensa di essere al riparo avendo pianificato in anticipo tutte le vie di fuga possibili è un tenero ingenuo.

L’unica cosa che so è che la sofferenza continuerà a esistere finché ci sarà la lotta tra il bene e il male, e la fine di questa lotta non è per adesso.

Quindi, per quel che valgono le mie parole, coraggio. Vi abbraccio forte.

E vi lascio le parole di qualcuno più credibile di me. Qualcuno che la sofferenza, la povertà di tutto, l’umiliazione nera le ha conosciute sul serio. Come ha conosciuto il dolore fisico, il disprezzo, la solitudine dell’anima, la tentazione di sentirsi abbandonati. Spero troviate conforto in chi ne sa più di me e vede oltre la linea dell’orizzonte il futuro di questa umanità sgangherata e bisognosa di salvezza.

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

Coraggio toscanacci, vi voglio bene.

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