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Come insetti dentro un barattolo: la saggezza, ieri e oggi

Un tempo il saggio era colui che sapeva cosa dire e sapeva come dirlo.

Le parole del saggio erano ascoltate in quanto dotate di due dimensioni contemplate come valori dalla sua comunità: l’esperienza di vita e la capacità di fornire parole dense di significati, tali da permettere all’ascoltatore di riflettere su di sé e sulla propria vita. .

Oggi che siamo tutti connessi con un mondo di “altri da noi”, siamo in molti a sentire l’urgenza di dire, di mostrare, di spiegare.

Lo facciamo con tenacia e intensità, proclamandoci saggi o paladini di verità di cui percepiamo l’urgenza, dichiarandocene detentori.

Insomma, vorremmo essere saggi e apparire come saggi con chi si imbatte nelle nostre parole.

Il vero saggio, però, aveva vissuto un’intera vita, prima di diventarlo.

Se non era un filosofo, per cui la saggezza era dovere e mestiere insieme, il saggio era quasi sempre un anziano. Il suo curriculum era basato sull’aver vissuto una lunga vita. E aver riflettuto a lungo sui suoi accadimenti. Per coglierne i significati che non puoi cogliere nel qui ed ora, mentre stanno avvenendo.

Noi, nuovi saggi di oggi, invece lavoriamo in un tempo di enorme velocità.

Pensiamo poco e parliamo molto.

A volte, siamo così presi dall’urgenza di dire e di fare, che nemmeno ci rendiamo conto di quanto limitato è il nostro campo d’osservazione e, di rimando, di quanto limitato è il focus della nostra conversazione.

Siamo troppo attenti al “fuori” e poco presenti nel “dentro”.

Diventiamo portatori di significato per le vite degli altri, a volte senza essere ancora riusciti a dare pieno significato alle nostre stesse vite.

Come mosche dentro un barattolo, continuiamo ad agitarci in un’iperattività che ci impedisce di comprendere il nostro stato di reclusi, da cui non usciremo mai se non arriva qualcuno a salvarci, svitando il coperchio e ridandoci la possibilità di spiccare il volo, verso un orizzonte di cui tutti siamo desiderosi e desideranti.

Ecco cosa dovrebbe essere e fare oggi il vero saggio: venire a liberarci da quel barattolo in cui tutti siamo rinchiusi e svitare il coperchio che nemmeno sappiamo che esiste.

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