cultura

Sui social c’è meno censura se si parla di Gattini invece che di Dio

Alura.

Come dice sempre il don Fabio Rosini iniziando i discorsi.

Ma sta cosa bisogna immaginarla con la sua voce baritonale.

Alura.

Se stavo a smerciare abbassalingua in eternit al Gaslini avevo meno sorveglianza.

Appena dico qualche parolina che non va scatta l’allarme.

Qua bisogna trovare un modo per capirci tra di noi senza farci capi’ dall’algoritmo.

Però non mi fate mettere gli asterischi, i 3 al posto delle e, le chioccioline al posto delle a, che già mi si intrecciano gli occhi a scrivere normale.

Facciamo invece un vocabolario nostro, tipo salvate il soldato Ryan, che ci capiamo solo noi, la sottoscritta e i quattro che sono arrivati a leggere fino a qua.

Alura dico.

Al posto di Santo, scriverò Istruttore di yoga.

Al posto di Chiesa, Dentista.

No gender, sì Scubidù.

La parola Dio manco a parlarne, magari scriverò Psicologo.

Sostituiamo, linguaggio easy da donna innocua che racconta la vita privata degli istruttori di yoga, e nel tempo libero va spesso dal dentista e a fare quattro chiacchiere dallo psicologo.

Che ve ne pare?

Na schifezza. Eh. Quindi.

Proprio domani volevo raccontarvi com’è nata la copertina pazzesca del mio nuovo libro e cominciare a spoilerarvela.

Ma se i miei post li vede solo mia mamma che cavolo lo pubblico a fare?

Niente.

Devo pensare a una strategia.

Mannaggia a me e a quando mi so messa a scrivere la roba cattolica.

Se creavo il profilo con la cronistoria del gatto della vicina, sai quanti sbattimenti in meno.

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