Mauro Morandi ha buttato via il libretto di istruzioni e ha iniziato a vivere
C’è chi passa la vita a cercare di capire quale sia il modo “giusto” di vivere. E poi c’è chi, a un certo punto, decide semplicemente di lanciare via il libretto di istruzioni e iniziare a vivere alle proprie regole.
Oggi voglio raccontarvi una storia incredibile, che molti magari conoscono, ma voglio raccontarvela nel modo corretto, perché parla di una scelta che molti spesso fanno fatica a comprendere: la scelta di bastare a se stessi.
È il 1989. Mauro Morandi ha cinquant’anni, è un insegnante di educazione fisica ed è profondamente deluso dalla società. Insieme a un gruppo di amici decide di mollare tutto. Comprano un catamarano: la meta è la Polinesia, l’obiettivo è fuggire dalla civiltà. Ma il destino ha altri piani. Durante la navigazione, un guasto alla barca li costringe a fare una sosta d’emergenza nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna. È lì che Mauro mette piede per la prima volta sull’isola di Budelli. Guarda quel paradiso incontaminato, scopre che il vecchio custode sta per andare in pensione e in quel preciso istante sente un clic dentro di sé.
Guarda gli amici e pronuncia una frase rimasta nella storia: “Io da qui non me ne vado”.
Gli amici proseguono il viaggio, mentre Mauro scende da quella barca e diventa il “Robinson Crusoe d’Italia”. È rimasto su quell’isola per 33 anni, da solo, vivendo in un vecchio rifugio della Seconda Guerra Mondiale, leggendo libri, ascoltando il vento e proteggendo la fragile e meravigliosa Spiaggia Rosa.
Perché vi racconto questo? Perché ogni volta che in questa pagina parlo di solitudine consapevole, di crescita personale o della bellezza di essere single, tra i tantissimi messaggi meravigliosi che ricevo da voi, spunta sempre qualcuno che contesta. Qualcuno che mi critica dicendo: “Ma così ti isoli”, “La vita va condivisa per forza”, “Stare da soli è una sconfitta”.
La verità è che la società ci ha venduto un percorso standard: studia, lavora, sposati, compra casa, fai figli, segui le regole e riempi ogni vuoto. E se decidi di lanciare quel libretto dal finestrino per cercare una strada che funzioni davvero per te, diventi “quello strano”.
Sui social oggi gira spesso una frase cinica ed errata su di lui: “Visse 33 anni da solo perché non voleva parlare con nessuno”. Niente di più falso. Ridurre la sua scelta a una banale misantropia significa sminuirla. Mauro non odiava le persone. Al contrario, d’estate accoglieva migliaia di turisti per ore, parlava con loro e spiegava l’importanza dell’ambiente. Negli ultimi anni usava persino i social per condividere le albe dell’isola con chi non poteva viaggiare. Cercava il silenzio, non il vuoto.
Mauro Morandi veniva criticato, interrogato, persino giudicato dai turisti che sbarcavano d’estate. Gli chiedevano: “Ma come fai ad avere il coraggio di vivere così da solo?”. E lui rispondeva sempre con una domanda che ribaltava tutto: “Ma voi, come fate ad avere il coraggio di vivere come vivete voi, ammassati nelle città?”.
Nel 2021, però, le cose sono cambiate. Le autorità italiane lo hanno costretto a lasciare l’isola con l’accusa di aver apportato “alcune modifiche alla sua residenza senza permesso”. La reazione del web è stata immediata: una petizione per permettergli di rimanere raccolse decine di migliaia di firme, ma la burocrazia non ha sentito ragioni. Mauro ha dovuto fare le valigie ed è stato trasferito nella vicina isola di La Maddalena, dove ha vissuto una vita estremamente modesta in un piccolo appartamento.
All’inizio della sua avventura, Mauro voleva conservare tutta quella straordinaria bellezza solo per sé. Ma gli anni in solitudine lo hanno cambiato, facendogli capire che condividere quella bellezza con il mondo, raccontandola ai turisti e tramite i social, era l’unico modo per rendere gli altri “consapevoli del valore profondo della natura”. Mauro ci ha lasciati nel gennaio del 2025 all’età di 85 anni. Ma pochi mesi fa, a marzo del 2026, il suo desiderio più grande è stato esaudito: le sue ceneri sono state disperse nel mare della sua amata Budelli. È tornato a casa, alle sue regole, per sempre.
Questo per dirvi una cosa che difenderò sempre, a costo di ricevere altre mille critiche: non esiste un modo unico per essere felici.
E attenzione: questo non significa che dobbiamo diventare tutti degli eremiti. Non dobbiamo scappare su un’isola deserta per stare bene. Significa semplicemente imparare a non avere paura del silenzio. Significa saper stare in mezzo alle persone per scelta e mai per riempire un vuoto. Significa che puoi amare follemente la tua vita da single o i tuoi momenti di solitudine, senza per questo smettere di amare il mondo.
C’è chi trova la propria dimensione nel caos di una grande famiglia e chi la trova nel silenzio della propria solitudine scelta. Curando i propri spazi, imparando prima di tutto a conoscersi, a viversi e a bastarsi.
Lasciate che gli altri contestino le vostre scelte. Voi continuate a cercare la strada che funziona per voi. La vostra Spiaggia Rosa personale vi sta aspettando.


